Inzio con rinvio per il processo “Permessopoli”

E’ cominciato con un rinvio il processo Permessopoli, l’inchiesta condotta dalla Procura di Prato che nel marzo scorso aveva portato alla scoperta di un presunto sistema di favori nell’ambito della comunità cinese. Coinvolti imprenditori ma anche poliziotti e carabinieri e imprenditori accusati a vario titolo di aver facilitato pratiche di rilascio dei permessi di soggiorno, di aver fatto soffiate in merito ad alcuni controlli o aver evitato denunce, in cambio di denaro o di regali di vario genere.
Due carabinieri del Nas hanno già patteggiato. Per oggi era fissato il giudizio immediato di quattro imputati: il poliziotto Michele Passeri, tuttora agli arresti domiciliari, e tre cinesi fra i quali Dong Bangyun, ritenuto dall’accusa il personaggio chiave del presunto sistema di favori. L’udienza è stata rinviata al 14 febbraio prossimo per un difetto di notifica ai tre imputati cinesi. In quella circostanza gli avvocati della difesa chiederanno la nullità del giudizio immediato, richiesto dal pm e disposto dal gip.
L’avvocato Andrea Pagnini ha chiesto la scarcerazione per il suo assistito, il poliziotto Michele Passeri, l’unico fra gli indagati ad essere ancora agli arresti domiciliari. La sua posizione, secondo l’accusa, è aggravata dalle intercettazioni telefoniche e da alcuni video nei quali riceverebbe alcuni regali dai cinesi indagati, in cambio dell’interessamento per velocizzare le pratiche per i permessi di soggiorno. Secondo il legale di Passeri, invece, i video in questione non testimoniano alcunché.

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