Sasch, grazie alla Regione si riapre la trattativa tra proprietà e sindacati

Si è riaperta, grazie all’intervento della Regione Toscana, la trattativa tra la proprietà della Sasch e i sindacati. Il gruppo del tessile e della moda – come si ricorderà – è sull’orlo di un grave tracollo.

Ieri, venerdì 10 dicembre, infatti, si sono tenuti quattro tavoli di confronto, tra il mattino e la sera, presso gli uffici della Regione Toscana, presenti le parti sociali, il Comune e le Province di Prato e di Firenze. Alla riunione Roberto Cenni, accompagnato dall’assessore Caverni, ha partecipato nel doppio ruolo di sindaco di Prato e di azionista di riferimento dell’azienda.

Oltre alla riapertura delle trattative, la principale novità è rappresentata dal possibile intervento di Fidi Toscana, che potrebbe entrare nel capitale sociale del Gruppo o anche favorire l’ingresso di nuovi soci.

Una schiarita importante si è avuta anche sul fronte dei dipendenti, su cui grava la pesante spada di damocle della perdita del posto di lavoro. Ma se i rischi sono legati all’immediato futuro, molti lavoratori non hanno però ancora ricevuto lo stipendio di novembre. Sasch al tavolo della Regione si è detta pronta a pagare subito 500 euro per la mensilità arretrata e ha presentato la proposta di versare 5300 euro per favorire l’esodo dei dipendenti.

L’assessore regionale Simoncini  ha  ribadito che la Regione farà tutto quello che è nelle sue possibilità “per la difesa dell’occupazione di un patrimonio così importante per la moda e per la Toscana”.

I sindacati hanno posto sul tavolo tre richieste fondamentali: il rispetto e la tutela dei lavoratori, un impegno istituzionale per le newco e una rete di protezione per l’indotto travolto dal crac finanziario.

Il tavolo si è riconvocato per martedì, sempre in Regione, per verificare le soluzioni trovate per far fronte alla crisi finanziaria del gruppo e al calo di mercato.

All’indomani del tavolo regionale, interviene il capogruppo in Consiglio Comunale del Pd, Massimo Caresi. «Con l’incontro di ieri – afferma – è esploso in maniera intollerabile quella commistione di ruoli fra sindaco e imprenditore, fra il governo di Prato e la cura degli affari di famiglia».

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