Omicidio di via Chiti, le tracce
lasciate dall’assassino

È stata identificata la donna cinese uccisa due giorni fa in un appartamento di via Chiti, nel Macrolotto Zero. Il nome della vittima, 37 anni, clandestina, è stato scoperto grazie ad un fotosegnalamento del 2005; le generalità, tuttavia, non sono state finora divulgate dalla Procura di Prato, che dirige le indagini. All’origine dell’omicidio, che ha i tratti di un delitto d’impeto, potrebbe esserci un motivo passionale o un movente legato all’attività di affittacamere che la donna gestiva all’interno dell’appartamento, 80 metri quadrati, suddivisi con pareti di cartongesso in tante piccole stanze da letto. La donna viveva in affitto nell’appartamento, di proprietà di un connazionale. Cinesi sono anche gli abitanti al primo piano del palazzo. Dicono che la donna assassinata abita lì da circa un anno, ma la conoscevano soltanto di vista.  Sui muri esterni dell’edificio, alcune scritte in ideogrammi cinesi indicano altri tipi di attività: “parrucchiere”, “trattamento viso”, possibili coperture per un giro di prostituzione, ma alcune delle scritte sono semi-cancellate e potrebbero identificare inquilini precedenti. Puntata verso l’ingresso dello stabile, c’è una piccola telecamera, probabilmente utilizzata come videocitofono, priva di apparecchi di registrazione. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini di altre telecamere della zona, per verificare se ci sia traccia del possibile assassino datosi alla fuga.
La vittima è stata trovata a terra nuda, con la gola recisa e ferite alla schiena, inferte con un coltello a serramanico, ritrovato insanguinato sul letto. I carabinieri hanno sentito una parente della donna e i cinesi che alloggiavano nell’appartamento, fra cui l’uomo che attorno alle 9 del mattino ha scoperto il cadavere, ed è corso al posto di polizia di via Puccini a dare l’allarme. I maggiori spunti per le indagini sono attesi dai risultati dei rilievi condotti dalla sezione investigazioni scientifiche dell’Arma: le impronte lasciate dall’assassino sul coltello, le tracce di sangue rinvenute lungo la via di fuga, i capelli trovati sul luogo del delitto, probabilmente strappati dalla donna nel tentativo estremo di difesa.

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