Il centro di ricerca italo-cinese approda
in consiglio provinciale

Si è discusso anche del centro di ricerca italo-cinese nella seduta odierna del consiglio provinciale. Il presidente Lamberto Gestri è intervenuto sull’accordo sottoscritto dal governatore della Regione Enrico Rossi con il governo cinese. “Il futuro del distretto lo dobbiamo modellare guardando avanti, cogliendo le opportunità e cercando di capire le potenzialità delle proposte che giungono” ha affermato Gestri, secondo il quale adesso “spetta alle istituzioni e alle categorie economiche contribuire a dare un corpo all’iniziativa”. D’accordo il capogruppo del Pd Emiliano Citarella, autore della domanda d’attualità. “Il centro italo cinese potrebbe rivestire un’importanza strategica in questa fase di progettazione e di rilancio del distretto manufatturiero pratese, verifichiamo quali siano i vantaggi che l’accordo offre al territorio, in termini di aperture verso nuovi mercati e produzioni” sottolinea Citarella. Il capogruppo Udc Francesco Querci “intende invece conoscere la volontà e la posizione della Regione Toscana” e parlando di opportunità sottolinea che queste devono essere condivise fra tutti gli attori del distretto. Contraria la posizione della capogruppo del Pdl Cristina Attucci: “Del centro ne potremo parlare solo quando ci saranno proposte e contenuti concreti. Non vorrei che il progetto fosse nato solo per salvare il Creaf, producendo così un doppio danno”. Mario Tognocchi dell’Idv ha invitato “a guardare oltre, alla potenza economica della Cina, evitando di non rendersi conto delle potenzialità della proposta solo perché offuscati dalla realtà vissuta quotidianamente con i cinesi locali che faticano a uscire dall’illegalità.” Riccardo Bini di Fli si è detto invece scettico sul progetto e vorrebbe “capire la relazione fra il centro di ricerca italo cinese e il Creaf”.

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