DISCUSSA ALLA CAMERA INTERPELLANZA SU QUESTURA PRATO. GIACOMELLI (PD): “MIGLIAIA DI INTERCETTAZIONI SUI CINESI MA NON C’E’ L’INTERPRETE”

Stamani è stata discussa in aula alla Camera l’interpellanza presentata dai parlamentari Pd Antonello Giacomelli e Andrea Lulli sulla difficile situazione della Questura di Prato che attualmente, ha detto Giacomelli nell’intervento, “si regge essenzialmente sul senso del dovere e sullo spirito di sacrificio delle donne e degli uomini che vi prestano servizio. Da lei, signor sottosegretario, e dal governo arrivano solo proclami”  ha detto il deputato pratese rivolto al sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano. “Nella pianta organica, peraltro già inadeguata, mancano almeno 20 unità – ha continuato Giacomelli –  e per coprire i vuoti vengono aggregate per qualche settimana forze provenienti dalle scuole di polizia, 8 attualmente. Inoltre si è persa memoria delle ultime assegnazioni di mezzi, il budget per le manutenzioni si esaurisce in 6 mesi, i ponti radio non riescono a coprire nemmeno tutto il territorio cittadino ed i collegamenti con le frazioni devono essere assicurati via telefono”. Il sottosegretario Mantovano ha riconosciuto che la situazione a Prato è seria ma ha negato ogni sottovalutazione, elencando tutte le attività di coordinamento del Tavolo per la sicurezza. Pur considerando Prato, in termini di organico, in linea con la media delle carenze di altre realtà, Mantovano ha assunto l’impegno di assegnare in via definitiva da dicembre due nuove unità alla Questura e di esaminare la possibilità di ulteriori assegnazioni nella primavera prossima. Giacomelli nel suo intervento  si è detto insoddisfatto della “lunga ma non esauriente risposta del sottosegretario” e a Mantovano che si era detto preoccupato per le attività illegali, particolarmente di tipo economico, presenti anche nella numerosa ed ‘impenetrabile’ comunità cinese, il parlamentare pratese ha contestato: “l’impenetrabilità è determinata anche dal fatto che la Questura non ha nemmeno un interprete e che migliaia di intercettazioni sono lì ad intasare l’attivtà della sezione contro la criminalità organizzata, che ha solo 7 unità, in attesa che il governo o uno dei tanti tavoli costituiti per la sicurezza trovi il modo di assegnare personale in grado di tradurre o trovi le risorse per pagare degli interpreti”. “Quanto all’illegalità economica” ha chiesto ironicamente Giacomelli “perchè non ci spiega, signor sottosegretario, l’utilità del recente provvedimento del governo che ha appena eliminato i controlli dai money transfert ? La verità è che per voi la legalità e la sicurezza sono solo parole, preferite prendervela con chi è sfruttato 24 ore in un magazzino ma non colpite chi guadagna profitti ingenti ed illeciti dal lavoro clandestino”.

1 Commento

  1. trovo molto giusto e denota un esame approfondito della attuale realtà e quanto dice il Sig. Giacomelli. non è una sua opinione, è il concreto. Credo che dovrà esporre in maniera forte questo problema in Confindustria. Il nostro Presidente Napolitano diceva oggi di rilanciare
    l’Industria e l’errore della sinistra in questi anni è stato di sottovalutare questo contesto, – non poche volte ho ascoltato un Rutelli – non proprio
    di sinistra, ma con la sinistra – dichiarare che il mestiere degli italiani si
    profilava diverso, che ci si doveva evolvere nelle nuove “maniere di essere” – e non ha mai capito che i soldi vengono dalla produzione, non
    dalle belle chiacchere – è tutto questo insieme che di fatto ha generato la perdita della nostra Industria.

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