Il governatore Rossi a Prato parla di Creaf, Interporto, nuovo ospedale ma non solo

Il lancio di un progetto per l’emersione dell’imprenditoria cinese e la promozione del più grande distretto europeo delle confezioni, integrandolo con la filiera tessile pratese. Accelerazione sul centro di ricerca italo-cinese, magari specializzandolo sui controlli per le esportazioni dei prodotti made in Prato verso il mercato asiatico, per sostenere le imprese.
Piano particolareggiato sull’area dell’attuale ospedale, per chiudere la partita economica dei 43 milioni dovuti alla Asl e riqualificare un pezzo importante della città.
E ancora: rilancio dell’Interporto, ricerca di soluzioni per attenuare le ricadute su Prato dei tagli sul trasporto pubblico locale, impegno sulle questioni sociali: dalla casa al fondo scolastico per l’immigrazione.
Sono questi i principali impegni espressi dal presidente della Toscana, Enrico Rossi, che ieri sera ha partecipato a una riunione della segreteria provinciale del Pd convocata dalla segretaria Ilaria Bugetti per fare il punto sulle questioni relative al rapporto tra Prato e la Regione.
Rossi ha annunciato che, entro dicembre, ci sarà la presentazione di un documento programmatico, contenente le prime “azioni” e le indicazioni di lavoro per il futuro.
Da qui l’idea di adoperarsi per un grande progetto di emersione del sommerso e, soprattutto, per integrare le filiere tessili e confezioniste. Un tassello importante, secondo Rossi e secondo il Pd pratese, sarà l’avvio del centro di ricerca italo-cinese presso il Creaf, che proprio nei prossimi giorni sarà al centro di ulteriori colloqui tra Toscana e Cina.
Rossi ha anche indicato, tra i punti di questa strategia industriale, l’idea della creazione di una macro area produttiva delle confezioni, rendendosi disponibile ad approfondimenti tecnici-finanziari per l’eventuale acquisizione di aree.
Sulla querelle con il Comune di Prato, circa l’accordo di programma per la costruzione del nuovo ospedale che prevedeva il pagamento alla Asl di 43 milioni per acquisire l’area dell’attuale nosocomio, Rossi ha ribadito che quelli sono soldi dovuti, soldi che la Regione ha anticipato.
«Se l’amministrazione comunale resterà ferma sulle sue posizioni – ha spiegato Rossi – vuol dire che sarà l’Asl 4 a farsi carico del futuro dell’area, con l’apporto della Regione che sta costituendo un nuovo fondo immobiliare dove convogliare situazioni simili e approntare progetti di trasformazione urbana. Non ne faccio una questione di credito da esigere – ha puntualizzato il presidente – e mi aspetto che vengano, anche dal Comune, progetti seri, magari un piano particolareggiato che risponda sia ai requisiti finanziari che, soprattutto, alle esigenze di riqualificazione di un importante area a ridosso del centro storico».

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