I volontari de La Pira festeggiano i 30 anni dell’associazione – LE TESTIMONIANZE

Grande festa per l’anniversario dell’associazione Giorgio La Pira, che da trent’anni offre sostegno a poveri e senzatetto del nostro territorio con una mensa e il dormitorio notturno.
Tanti i soci e gli amici presenti alla messa, celebrata ieri nella chiesa di San Bartolomeo dal vescovo Franco Agostinelli e concelebrata dal parroco don Marco Natali e don Bruno Belli. A seguire, la presidentessa Elena Pieralli ha presentato la mostra fotografica realizzata per il trentesimo anniversario con gli scatti di quindici ospiti delle strutture de La Pira, tra cui alcuni senza tetto. Con altrettante macchine fotografiche usa e getta hanno raccontato la loro città, tra luci e ombre.
Un momento importante per i quasi 130 volontari che aiutano 200 persone al giorno, per un totale di oltre 1600 ospiti nel 2013. Una presenza fondamentale, che quotidianamente sostiene gli indigenti pratesi: nel video le loro testimonianze.

30 anni associazione La Pira from tvprato on Vimeo.

11 Commenti

  1. Ero tra quelli che nel.1985 aprirono.la sede in piazza s. Marco,era l’anno della grande nevicata e dei -25. Ci ghiacciò la tinta nei secchi,ma continuammo lo.stesso e procedemmo all’inaugurazione. Bellissimi ricordi di una Prato che non.c’è più,mentre l’associazione esiste ancora.Auguri.

  2. Grazie Massimo, sia per gli auguri sia soprattutto per il tuo impegno. Senza di te e di molti come te, non avremmo raggiunto questo prezioso traguardo.

  3. Nei trenta anni di attivita’ si conta anche una recente e vergognosa azione di licenziamento di un lavoratore e la riduzione dello stipendio agli altri. Non solo rose…e solidarieta’, quindi. Buon anniversario comunque

  4. Caro Sandro,
    sono meravigliata e amareggiata dal suo commento, visto che lei in prima persona ha preso parte alle trattative fra l’Associazione e alcuni dipendenti. Le decisioni sono state prese alla luce di un doveroso risparmio nella gestione dell’Associazione, seguendo l’iter previsto in questi casi. Sappia che gestiamo soldi pubblici e offerte di privati cittadini e ci sentiamo il dovere morale di una gestione, non solo da buon padre di famiglia, ma soprattutto trasparente. Il nostro bilancio è pubblicato sul sito dell’Associazione e io sono a disposizione di chiunque voglia avere chiarimenti. La solidarietà si dimostra in altro modo.
    Saluti, Elena Pieralli, Presidente Ass. Giorgio La Pira

  5. Se i sindacati, invece di chiacchierare dalla mattina alla sera, magari in quei riti interminabili che sono le trattative, dedicassero un po’ di tempo ad aiutare concretamente le persone che perdono il lavoro, come fanno alla La Pira, forse l’Italia andrebbe meglio…

  6. caro sandro,
    sono rossano, l’altro dipendente a metà stipendio.Ho accettato perchè mi sembra giusto in questo momento di crisi e fame per tutti.Ma il contributo concreto del sindacato e suo non l’ho visto.
    Lei è ancora a stipendio pieno!!!
    Un saluto
    Rossano

  7. sig.sandro prima di dire vergognoso licenziamento si informi…se altri hanno accettato perchè il momento è duro per tutti e noi dipendenti dell’ associazione siamo i primi a dare un contributo anche a mezzo stipendio ma senza perdere diritti e dignità…il vostro contributo quale è stato in questi anni di crisi e licenziamenti…..uno solo salvaguardare stipendio e poltrone le vostre ovviamente…..la saluto…

  8. propongo a quell’ individuo, invece di fare solo bla bla bla…di mettere mano al portafoglio e “cacciare” un po’ di soldi, la vergogna la deve sentire lui

  9. Ritorno a giorni di distanza e rimango sorpreso dalla piega che hanno preso i commenti. C’e’ al solito chi insulta, ma sappiamo che il senso di civilta’ e’ quasi un privilegio. Rispondo a tutti rendendo noto che e’ inusuale, in mezzo ad una qualsiasi trattativa, risolvere tutto con un licenziamento. Senza per altro rispondere ad una controproposta che era quantomeno da considerare e dalla quale poteva scaturire un ulteriore possibilita’ di soddisfazione per tutti. Anche per chi critica il sindacato, cosa piu’ semplice e meno rischiosa che criticare il datore di lavoro.

  10. Fantastica discussione modello uno contro tutti. Vedo con piacere come i lavoratori, con profondo senso di responsabilita’, difendano le ragioni del padrone, riducendosi lo stipendio, giustificando i licenziamenti e accusando il sindacato di fare il suo dovere e, mi par di capire, di non aver scelto di finanziare le attivita’ del padrone. Credo che gli anni venti del secolo scorso avessero stesso stile e medesimo approccio ai problemi. Complimenti, bel salto all’indietro!!!!

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