La vera storia di Godenzio raccontata dai frati di Chinatown: “Non deridetelo su Facebook, dategli piuttosto un paio di pantaloni”

«Si chiama Hu Li Xia, questo è il suo nome ed è una persona che ha bisogno di aiuto e non di essere deriso». Fra’ Francesco Brasa ha appena scoperto che esiste una pagina Facebook intitolata «Avvistamenti Godenzio», dedicata al senzatetto cinese che da anni gira sporco e vestito di stracci per le strade di Prato. Nell’ultimo mese la «popolarità» di Hu, conosciuto come «Godenzio» oppure come «Il vietnamita», è cresciuta moltissimo. A fine aprile l’uomo è stato immortalato mentre, accovacciato, fa un bisogno nelle aiuole davanti alla stazione di Santa Maria Novella a Firenze. L’immagine, diffusa via web, fece scalpore, provocando una lunga discussione sul degrado delle strade fiorentine. «Hu Li Xia è malato di mente, non fa male a nessuno ma è incapace di intendere e di volere, non si rende conto di quello che fa», dice fra’ Francesco al settimanale Toscana Oggi, che ha pubblicato nell’ultimo numero del giornale la storia di Godenzio. Il frate, insieme al confratello Roberto da anni dedica il suo servizio pastorale a Chinatown e conosce benissimo la realtà della comunità cinese. Anche questo ultimo gesto ha scatenato le ilarità del popolo della rete e la pagina Facebook degli «avvistamenti» si è arricchita di nuove immagini, fotomontaggi con la sua faccia e commenti, più o meno cattivi. C’è anche una specie di gioco con Godenzio, sono molti infatti coloro che incontrandolo per strada si scattano una foto insieme a lui e poi la «postano» sui social network. «Invece di farsi un “selfie” potrebbero dargli un paio di mutande o di pantaloni puliti – dice ancora il frate – lui vive per la strada in condizioni terribili, non è in grado di chiedere aiuto a nessuno, mangia quello che trova rovistando nella spazzatura, dovrebbe essere compatito».

 
Sulla storia di Hu circolano molte storie, anche all’interno della stessa comunità cinese. L’uomo parla solo il dialetto della sua terra d’origine, quindi non è compreso nemmeno da tutti gli orientali che ci sono a Prato. La prima persona ad occuparsi di lui è stata suor Helen, oggi ad Hong Kong, una religiosa cinese che per anni ha seguito i suoi connazionali nella zona di Firenze e alla Caritas di Prato. «Secondo lei Hu è arrivato venti anni fa in Italia, a San Donnino nel Comune di Campi Bisenzio con la prima ondata migratoria dalla Cina – dice Li Yan, mediatrice culturale cinese alla Caritas diocesana – ha vissuto qui con i genitori e la moglie, ora ha 37 anni e all’inizio non presentava disturbi mentali. Poi si è ammalato gravemente ed è stato abbandonato, si dice che abbia perso molti soldi al tavolo da gioco e per questo sia stato mandato via di casa». Certo è che nessuno si cura di lui, nemmeno i suoi connazionali lo aiutano, se non dandogli ogni tanto qualche avanzo.

 
Fra’ Simone Frosali, che attualmente si trova a Roma ed è uno dei fondatori della comunità dei frati di via Donizetti, per anni, almeno una volta al mese, insieme a Li Yan si prendeva cura di Hu, lo portava a farsi la doccia alla La Pira in via del Carmine, e gli donava della biancheria pulita. «Non è stato facile – ricorda fra’ Simone – prima abbiamo dovuto conquistarci la sua fiducia, Hu è un tipo che non si lascia né aiutare né avvicinare. Per riuscire a fargli fare la doccia abbiamo dovuto regalargli delle sigarette!». «A suo modo è riconoscente – aggiunge fra’ Francesco sorridendo – una volta mi vide per strada, andò ad un cassonetto, prese tre teste di calamaro e me le donò. Io lo ringraziai e lui fu molto felice».

 
Ma la storia di Hu purtroppo non è fatta solo di indifferenza o derisione, ma anche di violenza. Tre anni fa, fu vittima di un pestaggio da parte di ignoti. «Era sparito, non lo vedevamo da giorni, così ci insospettimmo – dice fra’ Simone – lo ritrovammo ferito e riuscimmo a portarlo al pronto soccorso e anche in Questura ma ovviamente non fu utile per nessuna indagine».
A proposito di quell’episodio fra’ Simone scrisse una testimonianza che terminava con una domanda, che ci interroga ancora oggi: «Noi, i forti, che sappiamo ribadire i diritti e difendere i nostri interessi, che abbiamo lingua e cultura per spiegarci, abbiamo intelligenza e fede per riconoscere la dignità eccelsa di un uomo, di un figlio di questa umanità e figlio di Dio, benché debole, sporco e fuori di senno?».

 

Giacomo Cocchi

19 Commenti

  1. Anche a me è capitato di incontrare “Godenzio” a Lamezia Terme era francese, aveva gli stessi problemi di HU. vivevva per strada dal 2006 perso. Ostinatamente «Noi, i forti, che sappiamo ribadire i diritti e difendere i nostri interessi, che abbiamo lingua e cultura per spiegarci, abbiamo intelligenza e fede per riconoscere la dignità eccelsa di un uomo, di un figlio di questa umanità e figlio di Dio, benché debole, sporco e fuori di senno, ripeto noi ostinatamente abbiamo difeso i suoi diritti, e insieme al centro di salute mentale del Reventivo, siamo riusciti a conquistare la sua fiducia, oggi è vicino Parigi assistito dalla sua vecchia comunità.
    fra simone non arrendiamoci alla pietà facciamo di più!

  2. Ohiohiii sti bigotti della chiesa. Non dovrebbero essere i primi a dare una mano senza doverlo rendere pubblico?
    A parte le solite parole,Godenzio é un’istituzione a Prato e speriamo ci ritorni presto,magari un pochino più predisposto all’aiuto così possiamo renderci utili.

  3. veramente noi a prato gli vogliamo bene a Godenzio,e non gli facciamo del male,piuttosto invece di rifare la con noi perche non andate nel comune accanto a noi e gli fate una Ramazzini?loro si che lo hanno sfruttato addirittura per motivi politici,per di piu’ sono razzisti con lui.

  4. Che c’entra il bigottismo? e proprio quei bigotti fin qui l’hanno aiutato o almeno hanno cercato di farlo! Il resto? non ho mai visto nessuno portargli una busta di plastica con qualcosa dentro, abiti o nutrimento…a partire da me! si fa presto a parlare, ma bisogna fare e se non ce la fanno le persone comuni,
    allora bisogna farlo seguire dalle istituzioni, cinese o no. Quest’uomo è un uomo malato ed ha diritto alla propria dignità comunque.

  5. Bravo Giacomo Cocchi, complimenti Tv Prato. Questi servizi, in un panorama dell’informazione locale così ormai omologato, vi fanno davvero onore. Continuate così.

  6. Lavoro al mercato centrale a firenze,nell’ultimo periodo Hu lo vedo sempre li….dove fra un falò e l’altro accetta di buon grado le sigsrette che gli vengono offerte!
    Avvolte mi fà tenerezza!

  7. Cari, il sig. Hu, si trova quesi tutto il giorno in via sant’agostino, vicino al mercato centrale di Firenze.
    tra una rosticceria cinese ed un altra, prende il sole sul marciapiede. venite a prenderlo se credete opportuno farlo. buona vita

  8. Mah..noi in realtà ci si riporterebbe a casa volentieri…è una persona libera e va dove vuole ..

  9. Sono una degli abbonati di Toscana Oggi. Avevo letto sul settimanale il servizio su Godenzio: davvero un bel lavoro. Bravo il giornalista, bravi tutti voi, di Toscana Oggi e Tv Prato.
    Abbiamo bisogno di chi racconta quello che gli altri non dicono (o che la rete distorce).

  10. io dico solo una cosa . xche nessuno lo prende in cura , x dargli almeno una vita dignitosa \ e le istituzioni , e il servizio sanitario dove sono??

  11. Circa un mese fa due assistenti sociali lo hanno guardato per unpo`,e sono andate via dicendo che non potevano fare niente.
    Via della marranella. Roma.

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