Renzi a Prato sul referendum costituzionale: “I governi durano meno di un gatto sulla Firenze – mare” VIDEO

Se vince il ‘No’ al referendum costituzionale “torniamo a chi vuole il potere di veto piuttosto che di voto, a chi vuole un’altra Bicamerale magari con Brunetta e Grillo perché l’alternativa al ‘Sì’ è quella dei Salvini e di Grillo, non la rivoluzione proletaria”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi intervenendo in favore del “Sì” al referendum costituzionale all’iniziativa Pd organizzata questa mattina al Teatro Metastasio.

“Parte dell’instabilità deriva da questo sistema del bicameralismo paritario. E’ un sistema in cui un gatto sulla Firenze Mare dura più di un Governo”. E proprio per spiegare le lungaggini dell’iter legislativo derivanti dal bicameralismo perfetto, Renzi ha utilizzato una metafora popolare: quella delle riunioni di condominio. 

Quello di Matteo Renzi è stato un intervento a tutto campo, su referendum ma, prima ancora, Europa e Olimpiadi. Con un riferimento diretto alla sindaca di Roma Virgina Raggi.

Il premier è giunto in teatro dopo aver visitato il cantiere del Centro per l’arte contemporanea Pecci. In platea il ministro della Difesa Roberta Pinotti (che con Renzi ha poi partecipato all’inaugurazione della nuova Scuola Marescialli a Firenze), tutta la Giunta Biffoni, i vertici locali del Pd, i sindaci della zona; presente anche il sindaco di Firenze Dario Nardella.
“L’Italia non avrebbe mai accettato – ha tra l’altro affermato il premier – di essere compartecipe di un disegno al ribasso, di vivacchiare, l’Italia non potrà mai accettare che la Ue sia solo un luogo di burocrazia”. Per Matteo Renzi, “le regole le devono rispettare tutti, anche chi come la Germania ha un surplus, che se investito avrebbe dato una mano”. Poi, perentorio: “E’ finita l’epoca degli egoismi, tutti. Se pensano di intimorire me, hanno sbagliato persona e se pensano di intimorire l’Italia non sanno cosa sia l’Italia”.

Durante il suo intervento il presidente del Consiglio ha parlato anche di Roma e della Giunta Raggi: “Non si fermano le grandi opere – il riferimento è alle Olimpiadi negate – ma si fermano i ladri. Se invece dici di no, hai paura, ti fermi davanti una grande sfida e preferisci non metterci la faccia hai sbagliato mestiere”. Poi entra direttamente sul tema: “Il fatto di dire che non si fanno le Olimpiadi per timore della corruzione è una incredibile ammissione di incapacità da parte della dirigenza di quella città”.  

Poi, nel censurare le miopie dell’Unione europea, ha denunciato l’assenza di tutele per il distretto tessile di Prato. 

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