Falsi permessi di soggiorno, lo studio Rosini si era riorganizzato grazie ad un altro commercialista: otto indagati e tre misure cautelari

Appena 19 giorni dopo essere stato travolto dall’inchiesta “Colletti Bianchi”, lo studio professionale Rosini si era riorganizzato per evitare di perdere il portafoglio di clienti cinesi, conquistato facendo carte false, e secondo gli inquirenti anche per reiterare condotte penalmente rilevanti. Per questo motivo, il nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza ha emesso nuove misure cautelari e indagato otto persone, di cui sei oltre che per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, anche per associazione a delinquere.
Il commercialista Filippo Rosini, titolare dello studio è finito nuovamente agli arresti domiciliari, mentre la moglie e un’altra commercialista aglianese sono state raggiunte da divieto di esercitare attività di impresa e professionale per 4 mesi. Le indagini, condotte da sostituti procuratori Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri, hanno permesso di scoprire che l’attività dello studio era proseguita nella stessa sede di via Traversa Pistoiese, grazie ad una nuova società, la Omnia Ced Srls (società a responsabilità limitata semplificata), costituita il 5 dicembre scorso dalla moglie del Rosini con l’aiuto di una commercialista di Agliana già collaboratrice dello studio.
Il primo filone dell’inchiesta aveva mostrato la prassi di predisporre false buste paga, intestazione di aziende a prestanome, con la finalità di eludere i controlli fiscali e di ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno di centinaia di persone. Una prassi comune oltre allo studio Rosini, anche allo studio Robbi di via Colombo, che erano arrivati a tenere la contabilità rispettivamente di 2.087 e di 858 imprese cinesi.
Gli uomini guidati dal colonnello Bruno Baldini contestano adesso allo studio Rosini altri episodi, avvenuti dopo la costituzione della nuova società: grazie alla professionista aglianese, si continuava ad esempio ad intrattenere rapporti con un soggetto cinese, gestore di fatto di numerose ditte, evidenziando in modo inequivocabile la conoscenza di fatti, circostanze e condotte penalmente rilevanti.

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