Il Tar respinge il ricorso del Creaf: legittima la revoca dei finanziamenti ricevuti dalla Regione. Più vicino il fallimento

Il Tar della Toscana ha respinto il ricorso di Creaf contro la revoca dei finanziamenti deliberata dalla Regione, che si era mossa come forma di autotutela lo scorso novembre chiedendo la restituzione degli 11 milioni di euro stanziati nel corso degli anni. I giudici amministrativi hanno ritenuto legittima la richiesta della Regione “sufficientemente motivata dal fatto che il terzo lotto del progetto oggetto di contribuzione non potrà essere concluso a causa dell’ammissione del ricorrente al concordato e i primi due lotti non sono funzionanti”. Pertanto è stata ritenuta corretta la tesi per cui siano venute meno le ragioni di pubblico interesse all’erogazione dei finanziamenti.
Un’azione di autotutela era stata messa in atto nei giorni scorsi anche dai soci del Creaf (Provincia di Prato, Comuni di Prato, Montemurlo, Carmignano, Vaiano, Vernio e Cantagallo) che nell’assemblea hanno promosso l’avvio di un’azione di responsabilità contro gli amministratori succedutisi alla guida della partecipata: Daniele Panerati, Luca Rinfreschi e Laura Calciolari. Tutti e tre sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura per bancarotta societaria.
Il Creaf, che in ogni caso non inizierà mai la propria attività, è sospeso tra il concordato liquidatario, come richiesto dai legali della società, o il fallimento come proposto dalla Procura. Dopo la decisione del Tar, si rafforza la seconda possibilità, visto che l’unico bene di proprietà, il capannone di via Galcianese, potrebbe portare in dote alla procedura, in caso di vendita, un massimo di otto milioni. Creaf, tuttavia, potrebbe scegliere di appellarsi al Consiglio di Stato. Sull’ammissibilità del concordato si dovrà esprimere il Tribunale di Prato.

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