Nessuno può dirsi pratese fino in fondo, nemmeno un Gori o un Magnolfi. Prato città di immigrazione attraverso la storia dei suoi cognomi più diffusi VIDEO

«Conoscete qualcuno che di cognome si chiama Anichini? Ebbene, gli antenati di queste persone arrivarono a Prato nel ‘400 da Heineken nei Paesi Bassi per fare i tessitori. A quel tempo serviva manodopera a basso costo e così furono chiamati qui a lavorare». Lo storico e ricercatore genealogico Francesco Bettarini, con questo curioso racconto, riesce in maniera molto efficace a far capire che il fenomeno della immigrazione in terra pratese ha origini molto antiche. Cinque secoli fa i cinesi di oggi erano i germanici. «Non a caso – aggiunge Bettarini – un altro cognome molto diffuso da queste parti è Magni, un tempo stava a indicare qualcuno che veniva dalla Magna come era chiamata in epoca antica la Germania».

Lo storico Francesco Bettarini è stato l’ospite dell’ultimo incontro dei Thè di Toscana Oggi dedicato a «Prato e le sue famiglie. Genealogia e storia di una città in movimento», tenutosi lo scorso 15 marzo al Ridotto del Metastasio. In due ore di conversazione gli abbonati al settimanale hanno appreso come si fa una ricerca genealogica e qual è l’origine dei cognomi, in particolare di quelli pratesi più diffusi. Inoltre sono stati sfatati alcuni miti. Il primo è che in Toscana non ci sono nobili. «Se in una delle tante bancarelle che spesso si trovano nei centri commerciali qualcuno vi mostra lo stemma araldico della vostra famiglia, probabilmente vi vuol vendere una bufala – dice Bettarini – le famiglie toscane di antica origine nobiliare sono pochissime. Una volta una persona mi ha chiesto di fargli la ricerca genealogica. Prima mi anticipò che i suoi avi venivano da Firenze e avevano lignaggio nobiliare fin dai tempi di Dante. Quando gli dissi, dopo qualche ricerca, che invece erano stati castanicoltori a Migliana, ci è rimasto un po’ male». La nobiltà in Toscana ha una origine settecentesca, comincia con l’arrivo dei granduchi di Lorena, i quali vogliono sapere quale corte nobiliare troveranno una volta giunti a Firenze. In una lettera il primo ministro Carlo Ginori scrive ai nuovi sovrani: «Qui non ci sono nobili, siamo tutti cittadini!». E così, per avere una «classe patrizia» non resta ai Lorena che creare dal nulla marchesi e conti come ad esempio gli Antinori o i Frescobaldi.

 

un albero genealogico realizzato dalla società Incipit

 

Chi sono i pratesi più antichi? «Le famiglie pratesi di epoca medievale sono tutte estinte o emigrate – afferma Bettarini – come i Pugliesi, i Buonamici, i Rinaldeschi o i Migliorati. Questi sono stati sostituiti nel ‘400 da altre famiglie, arrivate soprattutto dal contado». Dunque i cognomi storici, che ancora oggi sono tra i più comuni in città, come ad esempio Gori e Magnolfi, arrivano a Prato «solo» cinque secoli fa. I Gori discendono da un antenato chiamato Goro, diminutivo pratese di Gregorio e provengono dal pistoiese, mentre i Magnolfi sono valbisentini e si chiamano così in riferimento a Magnolfo, antico nome un tempo molto usato.
La storia di Prato dunque è quella di una città da sempre in trasformazione? «Certo, l’arte della lana e poi la tessitura hanno sempre attratto persone – sottolinea ancora Bettarini -, per capire come quasi tutte le famiglie provengano da fuori basta guardare i numeri: in cinque secoli la nostra città è passata da ottomila abitanti agli attuali duecentomila. Ciò significa che nessuno può dirsi pratese fino in fondo».

Nella Piana la mezzadria faceva «muovere» le famiglie in cerca di un podere migliore mentre in montagna si è più stanziali. Non fa eccezione la «nostra» Valle del Bisenzio. «Qui possiamo citare i Gualtieri e i Morganti a Montepiano, gli Stefanacci a Costozze, i Marchi a Cavarzano e i Corsi al Gorandaccio. Pensate – conclude Bettarini – che uno dei rami della famiglia di questi ultimi ha vissuto nello stesso posto per secoli e secoli senza mai spostarsi».

Giacomo Cocchi

 

Sotto un estratto dell’intervista rilasciata da Francesco Bettarini ai microfoni di Tv Prato. La versione integrale andrà in onda all’interno della trasmissione Intorno alle Nove in onda mercoledì 22 marzo alle ore 21.05, al termine del telegiornale della sera.

 

2 Commenti

  1. No infatti i “veri” pratesi vengono tutti dalla Cina, dal Pakistan, dall’Albania.

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