Permessi di soggiorno in cambio di soldi e regali: a processo i coniugi poliziotti

Andranno a processo i poliziotti della Questura di Prato, Roberto Brunetti e Maria Cristina Massaro, marito e moglie, imputati per corruzione, truffa e per l’accesso illegittimo, per uso privato, a sistemi informatici in uso alle forze dell’ordine. Il giudice per le udienze preliminari ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio per i due coniugi, i quali fino al gennaio 2016, quando furono messi ai domiciliari, erano ispettore capo della Digos e vicedirigente dell’ufficio immigrazione.

Ha patteggiato un anno e due mesi Mascia Visconti, mentre la pena della richiesta di patteggiamento di Dongxue Yin, detta Neve, è stata ritenuta dal giudice troppo mite e per lei si aprirà il processo con rito abbreviato. Entrambe si sarebbero prestate a fare da intermediarie tra i cittadini cinesi e i due poliziotti, accusati di aver incassato denaro e regali per agevolare la concessione di permessi di soggiorno.

Per un assicuratore, che figurava tra gli indagati, è stato disposto il non luogo a procedere a causa di un difetto riscontrato nella querela.
A processo andrà invece Paolo Frassetti, il medico di famiglia di Brunetti, per falsità ideologica in atto pubblico e truffa, in concorso con il poliziotto. Il dottore è accusato di avergli concesso in maniera troppo disinvolta certificati di malattia, per un totale di 385 giorni in poco più di due anni. In pratica Brunetti, che soffre di una patologia, ha saltato per malattia un giorno su due, ma in quel periodo, secondo quanto ricostruito dai colleghi della squadra mobile, che hanno sviluppato le indagini, si è dedicato a seguire i lavori di ristrutturazione della propria casa ed ha preso parte ad attività sportive, anche agonistiche. Il danno patrimoniale per lo Stato, calcolato dall’accusa, è di 57 mila euro, al quale si aggiungono i 2500 euro di indennizzo percepito per la malattia, che l’imputato ha dichiarato di aver contratto in servizio, nel 1998, mentre agli inquirenti risulta che ne soffrisse, per altri motivi, fin dal 1993.

L’ispettore è accusato anche di aver denunciato il furto di un divano dalla propria abitazione e il danneggiamento della propria auto, con l’intento di intascare i soldi dell’assicurazione. Secondo gli inquirenti, tuttavia, il divano da 14 mila euro non era mai stato acquistato dal Brunetti e l’auto, nell’orario del presunto danneggiamento, anziché nei pressi della discoteca Naif, si trovava parcheggiata sotto casa, con un rilevatore gps montato dalla squadra mobile, nel corso delle indagini.

Marito e moglie dovranno rispondere anche di aver presentato autocertificazioni che attestano una separazione coniugale non vera, e di aver così beneficiato indebitamente di vantaggi fiscali su ticket sanitari e tasse scolastiche. Quanto ai “regalini” ricevuti per facilitare i permessi di soggiorno, Cristina Massaro è accusata di aver per anni fatto la spesa nelle migliori boutique di moda di Prato acquistando capi firmati per tutta la famiglia, acquisti che venivano pagati in un secondo momento da Yin Dongxue.

1 Commento

  1. bellissimo esempio ci danno questi due poliziotti,tra l’altro avevano anche incarichi particolari.io sono convinto che tra una cosa e un’ altra non gli faranno nulla,pensate se fosse successo a un normale cittadino magari dipendente di una ditta privata.capisco come mai le persone non hanno più fiducia nelle autorità e nella giustizia.qui tra un pò si premia chi ruba o truffa.vabbè inutile parlare sempre delle stesse cose,si vede che alle persone va bene così.

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