Forum sulla finanza d’impresa, il presidente dei commercialisti: “Per favorire l’internazionalizzazione serve una sinergia tra professionisti, banche e imprese”

L’internazionalizzazione è il futuro delle imprese. E proprio questo è stato il tema al centro del X Forum annuale sulla Finanza d’impresa – che si è tenuto ieri pomeriggio nell’auditorium del Palazzo dell’Industria – promosso dallo studio BGSM&Partners in collaborazione con Confindustria Toscana Nord e con il patrocinio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Prato.

Circa 300 persone hanno preso parte all’incontro, volto ad analizzare quelli che sono gli strumenti necessari da un lato per la crescita delle aziende del distretto impegnate sui mercati esteri, dall’altro per i gruppi stranieri che intendono acquisire imprese nel territorio. “L’idea del Forum nasce in un momento di difficoltà e di stagnazione dell’economia italiana e toscana – ha precisato Pier Luigi Brogi, dello studio BGSM&Partners –. Quest’anno abbiamo scelto il tema dell’internazionalizzazione perché riteniamo che ci sia ancora un grande squilibrio tra le aziende italiane all’estero, 22.000 circa, e le aziende straniere presenti in Italia, che sono 13.500. Una sproporzione che fa pensare: se succede è perché molte cose non funzionano in Italia, significa che le imprese straniere non investono perché il nostro paese è gravato da troppa burocrazia, lentezza della giustizia e una fiscalità eccessiva”.

“Avere la costanza di organizzare per dieci anni un convegno così importante è un bel traguardo – ha aggiunto Andrea Tempestini, vice presidente di Confindustria Toscana Nord – Ogni anno vengono affrontate tematiche importanti, fondamentali per la crescita del nostro distretto”.

 Per aiutare le imprese in questo processo di internazionalizzazione, l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Prato, insediatosi lo scorso gennaio, ha istituito una commissione di studio apposita, denominata “Internazionalizzazione e finanza d’impresa”, presieduta proprio da Pier Luigi Brogi. “Il motore della nostra economia sono le imprese, il bene superiore da sostenere e salvaguardare – ha commentato Filippo Ravone, presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Prato -. Ammiriamo le attività che investono e innovano e quelle che hanno il coraggio di andare anche al di là dei confini nazionali. Il nostro compito è quello di essere un valido supporto per la loro crescita. Solo da una sinergica unione di tre pilastri, ossia le imprese come asse portante, le banche e i professionisti a supporto, si può creare un processo di internazionalizzazione corretto e completo”.

 Al Forum, moderato da Piero Ceccatelli, caporedattore de La Nazione, erano presenti anche Antonio Cesarano di Mps; Michele Bandini del Gruppo Bper; Maurizio Cei, presidente del Cda Pertici Industries; Guido Feller di Azimut Holding; Andrea Nuzzi del gruppo Sace Cdp.

“I commercialisti ci sono – ha concluso Ravone – sono a fianco delle imprese nei processi di internazionalizzazione che vorranno intraprendere. Siamo pronti e desiderosi di collaborare con loro e con gli istituti di credito per raggiungere questo fine”.

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