Blitz della Finanza, sequestrato patrimonio di 2,4 milioni di euro a un gruppo familiare di Rom ufficialmente “nullatenente”FOTO

Blitz della Guardia di Finanza che alle prime ore di oggi ha eseguito una serie di perquisizioni e sequestri patrimoniali nei confronti di un gruppo familiare di Rom, composto da sette principali investigati e altre otto persone, tutte residenti a Prato. I beni sequestrati – finalizzati alla confisca – secondo gli inquirenti sarebbero stati accumulati illecitamente, visto che nessuno dei soggetti ha un lavoro, né presenta dichiarazioni dei redditi, a fronte di numerosi precedenti penali e condanne passate in giudicato (fino a dieci sentenze a carico per furti, rapine, truffa, ricettazione).
Il tesoro sequestrato è composto da 12 conti correnti, dieci libretti postali, 3 polizze vita, 2 depositi titoli, 2 cassette di sicurezza e 7 carte prepagate, 4 conti di deposito, oltre a sette immobili (tra cui un terra tetto a San Giusto) per un valore complessivo di oltre 2,4 milioni di euro. Dopo le perquisizioni, i soggetti si sono recati negli uffici postali e nelle banche per ritirare i loro averi, scoprendo che era stato tutto sequestrato.

I destinatari dei provvedimenti

I sequestri hanno interessato Djulia Ahmetovic (beni per 25 mila euro), i figli Valter Ahmetovic (4 mila euro), Patrizia Ahmetovic, Delija Halilovic (864 mila euro), Alessandro Ahmetovic e i loro conviventi, figli e compagni, a cui sono intestati beni di ingente valore. La Procura indaga anche per il reato di intestazione fittizia di beni a prestanome. Tre beni immobili e 2 conti deposito, per un valore di 96.600 euro, erano intestati ad Aida Halilovic, la giovane che nel 2009 uccise con una coltellata al cuore il pensionato Mariso Mordini davanti al pronto soccorso del Misericordia e Dolce, e che sta scontando in carcere una pena a 14 anni di reclusione.
Il provvedimento eseguito si rifà a una legge antimafia che prevede sequestri patrimoniali anche nei confronti si soggetti ritenuti socialmente pericolosi, come nel caso in questione, che abbiano accumulato beni manifestamente sproporzionati rispetto al reddito dichiarato al fisco. Ad accendere i riflettori sulle evidenze patrimoniali accumulate in un arco temporale di 15 anni sono state le indagini del nucleo di polizia tributaria, che hanno messo in luce la mancata dimostrazione della legittima provenienza dei beni, e la presenza di 16 operazioni bancarie classificate “sospette” dalla Banca d’Italia.

Gli alloggi popolari temporanei
Ma non è tutto. Nell’ottobre del 2015 a due gruppi familiari, tutti ufficialmente nullatenenti, che stazionavano al campo nomadi di viale Marconi, il Comune di Prato aveva assegnato due alloggi popolari, in via Gobetti e in via Di Vittorio (nella foto sotto).


“Djula Ahmetovic e Patrizia Ahmetovic non sono assegnatarie di case popolari, ma usufruiscono di un alloggio temporaneo dopo l’allontanamento da viale Marconi dove occupavano abusivamente un terreno pubblico” – fa sapere il Comune. “Gli estremi per l’assegnazione di alloggio temporaneo sono legati a due requisiti: l’aver presentato un Isee pari a zero e per Djula Ahmetovic l’età avanzata, mentre per Patrizia Ahmetovic il grave stato di salute. Al momento in cui le autorità competenti comunicheranno il venir meno di uno dei requisiti le signore Ahmetovic verranno immediatamente private dell’alloggio” conclude il Comune.

2 Commenti

  1. Quali controlli per l’assegnazione aveva fatto il comune?a domanda risposta,e fuori i colpevoli!

  2. Questa è l’Italia ….
    Ma la colpa non è loro e di chi ci governa ….
    ( Ogni riferimento è puramente causale )…..

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