Salvataggio BpVi, il sindaco incontra i sindacati. Preoccupazioni nel mondo delle imprese

Il salvataggio non basta a far dormire sonni tranquilli. Dopo l’acquisizione delle parti sane di Popolare di Vicenza e Veneto Banca da parte di Intesa Sanpaolo, già si guarda alle prime mosse della nuova proprietà. Resta da sciogliere il grande rebus legato all’occupazione per capire se anche in provincia ci saranno conseguenze e, se sì, di che tipo.

In un incontro dei giorni scorsi, tra sindacati e vertici di Intesa, si è discusso proprio dei presunti esuberi per circa 4mila unità e della temuta chiusura di parte delle filiali nell’intera Penisola. La riduzione del personale potrebbe avvenire, pare al momento, attraverso uscite volontarie con il ricorso al Fondo di Solidarietà di settore. Ma il sindaco Matteo Biffoni vuole comunque vederci chiaro: lunedì pomeriggio si vedrà con i referenti sindacali locali per fare il punto della situazione.

“Credo sia interesse della banca mantenere rapporti stretti con i territori – sottolinea Biffoni -. Mi interessa che siano salvaguardati i correntisti, i risparmi dei pratesi e i posti di lavoro in questa città. Vogliamo capire che cosa succederà, per quello che ovviamente può essere l’influenza di un Comune su un’operazione del genere, che mi sembra tutta intagliata sul salvataggio, a mio modo di vedere doveroso, di due banche venete, una delle quali è appunto la Popolare di Vicenza”.

In questo nuovo corso c’è poi da ridisegnare anche il rapporto con le categorie economiche e le imprese. La presidente uscente di Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Fabia Romagnoli, si dice fiduciosa che gli accordi presi con BpVi possano essere confermati anche dalla nuova dirigenza: dal ritorno dei quadri della Galleria degli Alberti al protocollo speciale per il territorio con investimenti su progetti per cultura e sociale.

Per il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti, fresco di rielezione alla guida di Confartigianato, l’arrivo di una banca forte a livello nazionale potrebbe invece far venir meno le attenzioni verso le piccole e medie imprese che a fatica stanno ripartendo. “Noi sappiamo che Intesa si è sempre rivolta a imprese di grandi dimensioni – ripete Giusti – mentre Popolare di Vicenza, per la sua collocazione, è sempre stata considerata banca del territorio e quindi una banca che aveva un’attenzione particolare nei confronti delle piccole e medie imprese. Un cambiamento di rotta e di impieghi, di quelli che sono gli utilizzi dei fidi, di quelle che sono le linee di credito porterebbe scossoni a Prato. Di tutto abbiamo bisogno in questa città – conclude – meno che di cambiamenti in senso negativo su quelle che sono le linee di credito”.

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