Un tesoro di monete false sul furgone: sorpreso con 56mila euro a bordo, tutti in pezzi da due euro. Arrestato FOTO E VIDEO

I confini dell’Irlanda grandi almeno il doppio rispetto a quelli reali oppure l’Italia che non si riconosce più nella sua classica forma a “stivale”. La geografia non è un’opinione ed è stata quella a insospettire i carabinieri che ieri sera, intorno alle 20, hanno fermato per un controllo un cittadino cinese di 46 anni, alla guida del suo furgone. A bordo i militari hanno rintracciato un “tesoretto” di monete false del valore di 56mila euro: i pezzi, 27mila in totale e tutti da due euro, erano ben sistemati in piccoli contenitori cilindrici, pronti per entrare in circolazione. Con tutta probabilità sarebbero finiti nei distributori automatici o nel giro delle sale da gioco e delle slot machine ma l’analisi sui segni grafici in rilievo, in particolare della cartina dell’Europa, ha spinto le forze dell’ordine a volerci vedere chiaro.

L’uomo è stato fermato per un regolare controllo nel piazzale del McDonald’s: di fronte all’alt della pattuglia ha provato a sfuggire al posto di blocco. Con l’ausilio di una seconda volante, è stato raggiunto e bloccato mentre stava per immettersi in autostrada, subito dopo il casello di Prato Est. Il comportamento allarmato del 46enne ha insospettito i carabinieri, che hanno perquisito il mezzo del conducente orientale, regolare in Italia, residente a Prato e con piccoli precedenti in passato. Nascoste tra mobili, materassi e altri materiali sono sbucate alcune scatole di cartone piuttosto pesanti, lo scrigno per le monete ben riprodotte. La certezza che si trattasse di un copia è arrivata a stretto giro e per il cittadino cinese sono quindi scattate le manette per il reato di detenzione di monete contraffatte.

Il conducente, stando ai carabinieri, agiva da corriere, utilizzando il furgoncino intestato alla moglie. Durante l’operazione ha ammesso di aver prelevato gli scatoloni a Prato e ha spiegato che stava effettuando un trasloco per conto di un connazionale ma non ha saputo dire niente di più. Resta a questo punto da capire da dove provengano effettivamente i pezzi falsi e chi possa averli coniati, con tecniche assai più sofisticate e strumenti più ricercati rispetto a quelli utilizzati per riprodurre le banconote. “Si tratta di uno dei primi sequestri in Italia di questo tipo – ha sottolineato il comandante provinciale dei Carabinieri di Prato, Marco Grandini -. Le moderne tecnologie permettono oggi di individuare le banconote false, con scanner presenti nei distributori automatici o attraverso i controlli nei negozi, al momento del pagamento. Questo non esiste per le monete: in questo caso, i distributori verificano soltanto peso e dimensione. I pezzi che abbiamo ritrovato, stando a queste caratteristiche, erano in linea con quelli autentici. Ciò che non combacia, invece, sono i rilievi grafici. I confini europei, le dimensioni degli Stati erano diversi. Aspetti che sfuggono all’occhio del cittadino e che possono passare inosservate nella vita di tutti i giorni”.

I militari, coordinati dal sostituto procuratore Lorenzo Boscagli, stanno lavorando per risalire alla “Zecca” clandestina, all’officina abusiva che potrebbe essere situata proprio a Prato. L’attività investigativa parte quindi dal distretto, in contatto costante con il comando per l’Antifalsificazione monetaria dei carabinieri, a Roma. “Indagheremo per capire se ci sono connessioni con altri sequestri di monete false effettuati in Italia negli ultimi tempi e verificare se questo giro possa avere sbocchi anche all’estero”, ha concluso Grandini.

gg

 

 

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