Poste, la Cgil contro il recapito a giorni alterni: a rischio anche la commessa di Amazon

Il sindacato dei lavoratori delle comunicazioni della Cgil apre il quarto conflitto di lavoro del 2017 nei confronti di Poste italiane per porre fine al nuovo sistema di consegna a giorni alterni. Da aprile 2016 il postino suona solo un giorno sì e uno no: l’obiettivo iniziale del nuovo modello era quello di ridurre il personale del 30%. Obiettivo non raggiunto – chiarisce la Cgil – in una provincia come Prato in cui si consegnano 10mila raccomandate al giorno: soltanto meno del 15% dei portalettere sono stati tagliati e spostati, comunque, agli sportelli. Al contrario, si sta chiedendo ai 91 postini pratesi continui straordinari. E per la clientela il rischio di vedersi recapitare bollette già scadute è dietro l’angolo.

“L’organizzazione di lavoro che l’azienda si era data non è fattibile – riferisce Gianluca Balli, della Slc Cgil di area vasta – e ora forse la stessa azienda si sta accorgendo che si tratta di un disastro a livello di condizioni lavorative intere all’azienda, con riflessi anche nel servizio alla clientela”.

I possibili disservizi derivanti dal recapito a giorni alterni mette a rischio anche la nuova commessa di un’azienda che della rapidità di consegna ha fatto il suo slogan: Amazon avrebbe individuato Poste italiane come il vettore privilegiato di pacchi di medie dimensioni e nel periodo natalizio l’accordo diventerà pienamente operativo (si pensi soltanto che con Amazon prime si ha una consegna entro 24h). Se nell’arco dei prossimi 15 giorni l’azienda non avrà fatto una completa apertura alle richieste dei lavoratori ripristinando il recapito giornaliero della posta, la Cgil annuncia lo sciopero o delle prestazioni aggiuntive o sull’intera giornata di lavoro, sportelli compresi.

LS

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