Nuovo impianto di Gida, col digestore l’azienda risparmierebbe 4 milioni l’anno in bolletta VIDEO

Il digestore anaerobico convince anche il Comune. Sul tema del nuovo impianto di Gida che dovrà sostituire l’attuale inceneritore – in funzione dal 1981 – si è discusso nel corso di una seduta congiunta delle commissioni ambiente e controllo e garanzia. Oltre ai commissari erano presenti i vertici di Gida e il vice sindaco Faggi. La questione del nuovo impianto è da giorni al centro delle cronache per le opposte visioni che dividono i soci pubblici dall’Unione industriale. Se i primi spingono per il digestore anaerobico dei fanghi con essiccamento e gassificazione, gli industriali propendono invece per un termovalorizzatore. Opposte visioni che finora non hanno permesso di trovare un accordo. Il presidente Alessandro Brogi ed il direttore generale Simone Ferretti hanno spiegato perché la maggioranza preferirebbe il digestore, che costerebbe 21 milioni rispetto ai 26 previsti per il termovalorizzatore e avrebbe più vantaggi anche a lungo termine. Col digestore Gida produrrebbe energia in grado di soddisfare l’80% del fabbisogno di Baciacavallo. Attualmente la società spende 4 milioni e mezzo all’anno alla voce energia. Il nuovo impianto garantirebbe anche benefici ambientali con un costo di rientro stimato in 8 anni mezzo a fronte dei 18 che servirebbero per ammortizzare la spesa per il termovalorizzatore. Dati che però finora non sono serviti a convincere gli industriali, perché di impianti simili ne esistono pochi e temono malfunzionamenti con eventuale conseguente lievitazione dei costi per le imprese.

Il presidente della commissione ambiente Carlesi ha ricordato che anche quando fu realizzato l’attuale inceneritore si trattava di un impianto all’avanguardia e il Comune si accollò l’intero costo a beneficio sia dei cittadini che delle imprese

Giorgio Silli, presidente della commissione controllo e garanzia, ha invece dichiarato che ascolterà anche la voce degli industriali per capire i motivi delle loro scelte

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