La campagna elettorale di Silli parte dal cuore del distretto: “Prato deve tornare a contare”

“Prato deve tornare a contare”. Con questa frase, che sarà il refrain delle prossime settimane, Giorgio Silli ha lanciato la sua campagna elettorale in vista del voto del 4 marzo. Il candidato del centrodestra per il collegio uninominale alla Camera ha deciso di scegliere come tappa inaugurale la rifinizione Santo Stefano, luogo simbolo del distretto. E la difesa, ma soprattutto il rilancio del distretto, non solo tessile, è uno dei temi ai quali Silli tiene di più: “Sarò umile servitore del nostro distretto a Roma” ha annunciato Silli. Lavoro, ma anche immigrazione nelle parole del consigliere di Forza Italia, per il quale l’immigrazione è accettabile solo di fronte a numeri sostenibili. “Queste elezioni saranno una partita cruciale per il futuro di Prato, se si vuole incidere a favore della nostra città si deve farlo da Roma” ha detto ancora Silli.
Immancabile il riferimento ai candidati dei 5 stelle e soprattutto del Pd: “Persone non pratesi che non conoscono la nostra realtà e non so quanto possano averla a cuore” ha aggiunto Silli. “Non ce l’ho con Della Vedova – ha proseguito Silli – ma la sua candidatura dimostra che Prato è stata presa a calci, scegliendo uno di Sondrio. Un nome che mi lascia perplesso, come faranno gli elettori di sinistra a votare un liberista come lui?”.
Sullo ius soli Silli ha detto “La legge sulla cittadinanza è da rivedere ma non si può passare indiscriminatamente dalla ius sanguinis allo ius soli”. Altro tema caro a Silli è quello delle asimmetrie doganali che prevedono dazi onerosi per le merci esportate in Cina mentre il percorso inverso è molto più agevole. Al suo fianco Renato Cecchi, imprenditore storico di Prato la cui rifinizione dà lavoro a 165 operai, ascoltava interessato: “Il manifatturiero è stato svenduto- ha detto – servono regole uguali per tutti”. In passato la sua azienda ha ospitato anche candidati della sinistra e della Lega: “La mia ditta è aperta a tutti quelli che me lo chiedono. Sono stato deluso dalla politica, Renzi compreso. Voterò per chi ci porterà qualcosa di buono – ha tagliato corto Cecchi.

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