“Armonizzare gli standard doganali”, ecco il secondo punto del Patto per il Distretto di Silli

“Basta darci la zappa sui piedi. Dobbiamo pretendere da chi importa in Italia la stessa qualità e il medesimo rispetto delle regole che sono richieste a noi”. E’ questo il secondo punto del Patto per il distretto, il fulcro del programma elettorale di Giorgio Silli, candidato all’uninominale alla Camera del collegio pratese. Dopo l’energia, primo punto del suo patto, Silli punta sul lavoro, e lo fa partendo dalla filatura Filconter a Cantagallo, nel cuore della Valle del Bisenzio. «Un modo per essere vicino ai lavoratori della Val di Bisenzio – ha dichiarato Giorgio Silli –. Visto che di lavoro parliamo, il luogo non poteva essere che questa bellissima azienda a Cantagallo».

Il secondo punto del Patto per il distretto riguarda le differenze di standard doganali tra i vari Paesi del mondo, che hanno pesantissime ricadute sul nostro distretto. «A causa delle disparità di trattamento nel mondo dell’import-export, Prato non riesce ad essere realmente competitiva sullo scacchiere mondiale del commercio. Da assessore ai Rapporti con la comunità europea e da segretario dell’Acte (Associazione Comunità Tessili Europee) – riferisce Silli – ho commissionato uno studio al professor Bartolini dell’Istituto Buzzi in cui si confrontavano i vari standard doganali dei Paesi a livello internazionale: le dogane cinesi, ad esempio, sono severissime nel controllo di ogni singola caratteristica di un prodotto fatto in Italia, mentre noi lasciamo entrare di tutto. Bisogna competere alla pari – continua Silli – e se non è possibile farlo a livello di manodopera, costo dell’energia o sburocratizzazione, dobbiamo almeno pretendere parità di trattamento sul piano delle importazioni e delle esportazioni, le cui regole al momento, in molti casi, non fanno altro altro che penalizzare il nostro manifatturiero». L’impegno di Silli sarà quindi volto all’armonizzazione delle cosiddette asimmetrie doganali lavorando ad una regolamentazione degli standard qualitativi dei beni prodotti all’estero che entrano in Italia: «Non vogliamo certo mettere paletti con i dazi, chiediamo solo di poter ancora competere con il mercato globale. Questa volta anche l’Europa, che fino ad oggi sembra non avere avuto grande interesse al riguardo, se solo lo volesse potrebbe esserci di grande aiuto. Esportare prodotti di lana rigenerata negli ultimi 30 anni è diventato sempre più difficile», conclude Silli.

Insieme a Silli alla Filatura Filconter era presente anche il tessitore Daniele Santi, che ha voluto dare il proprio appoggio al candidato: «Io non conosco Giorgio di persona, non siamo amici né conoscenti – spiega Santi – ma ho mandato un messaggio a Giorgio, il cui numero è pubblico, la scorsa notte mentre facevo il turno notturno in azienda. Mi ha risposto poco dopo e ho deciso di dargli il mio appoggio di operaio e di tessitore. Sono convinto che avere un candidato pratese a Roma sia necessario per noi. In passato non ho votato centrodestra. Questa volta credo che un voto per Giorgio sia un voto per il nostro distretto e per la nostra città».

1 Commento

  1. Sarebbe già qualcosa che le dogane italiane usassero tutte le stesse interpretazioni della Legge. Livorno e Genova applicano modalità diverse per l’ esportazione di indumenti usati ….

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