Dette fuoco alla casa della ex: infermiere condannato in appello a 11 anni e 10 mesi per tentato omicidio e stalking

É stato condannato in appello a 11 anni e dieci mesi di reclusione Gioacchino Massimo Di Grigoli, l’ex infermiere dell’ospedale di Prato che nel 2011 dette fuoco all’abitazione di via Filicaia dell’ex compagna, una donna albanese. L’imputato, che in primo grado aveva subito una pena di 12 anni (è stata dichiarata prescritta solo una singola accusa di molestie), è stato condannato per tentato omicidio e stalking.
Di Grigoli, 46 anni, non aveva accettato la fine della relazione e, dopo l’incendio e la prima misura cautelare, era finito nuovamente ai domiciliari, perchè – usando le postazioni informatiche di alcuni colleghi, dal poliambulatorio Giovannini – aveva cancellato le visite mediche prenotate dalla donna, che era al nono mese di gravidanza e poco prima del parto ebbe nuovamente a temere azioni scellerate da parte del suo ex.
Di Grigoli fu individuato grazie alle indagini della squadra mobile, che sequestrò nella sua casa grandi quantitativi di polvere pirica, una lunga miccia, varie bombole di gas e del nitrato di ammonio, fertilizzante chimico usato anche per produrre esplosivi. Nel mirino dell’infermiere era finito anche il nuovo compagno della donna, il quale subì l’incendio di un’auto. La famiglia dell’uomo si vide inoltre recapitare a casa, in forma anonima, merce mai ordinata, fra cui vino, preservativi e champagne.
Il rogo di via Filicaia colpì invece la casa dove la donna era andata a vivere, assieme alla sorella e a due bambini: il figlio di 7 anni, avuto da una precedente relazione, e il nipotino di appena sette mesi. Tutti e quattro rischiarono di morire e riportarono gravi ustioni in varie parti del corpo.
Dopo i fatti, Di Grigoli è stato sospeso per 5 anni dalla Asl di Prato: il provvedimento disciplinare, in scadenza a novembre 2017, è stato prorogato e potrebbe tramutarsi in licenziamento dopo l’eventuale sentenza di condanna definitiva.

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