Giacomelli rompe il silenzio su Facebook: “L’errore più grande del Pd? Non aver dato spessore di pensiero al lavoro fatto”

L’on. Antonello Giacomelli rompe il silenzio dopo il terremoto elettorale e la conferma della sua rielezione alla Camera dei Deputati. Lo fa con un post sul suo profilo Facebook dove, prendendo spunto dalla notizia dell’iscrizione al Pd del ministro Carlo Calenda (il suo ministro al Ministero dello Sviluppo Economico), dice la sua sul tracollo del Pd e le polemiche di queste ore.

«Sono anch’io contento – si legge nel post – che Carlo Calenda si iscriva al Pd. Ci mancherebbe ! Sono sicuro, conoscendolo, che darà al partito un contributo prezioso. Prezioso peraltro come quello di ogni singolo iscritto, nuovo o vecchio che sia». Giacomelli esprime però più di una perplessità sulle reazioni alla notizia: «Leggendo la selva di entusiastiche dichiarazioni di ministri e dirigenti temo che, dopo aver tanto deprecato la personalizzazione della leadership, sembriamo, o magari rischiamo di sembrare, solo alla ricerca della personalizzazione successiva».

Poi la riflessione sulla sconfitta del partito: «Purtroppo credo che le radici della crisi del Pd e di tutte le forze riformatrici siano, non solo in Italia, molto più profonde del carattere di uno o del modo di fare di un altro. E che ora, per aprire una nuova fase, occorrano la fatica, l’intelligenza ed il coraggio di una discussione che coinvolga chiunque si senta parte dello schieramento di centro sinistra. E anche altri che, delusi, arrabbiati o sfiduciati, si sono allontanati».
Giacomelli si dice d’accordo con il segretario dimissionario, Matteo Renzi, nell’individuare «l’errore più grande» del Pd: «Dopo la sconfitta nel referendum, Matteo Renzi in una intervista, definì il nostro errore più grande quello di aver fatto in questi anni molte cose ma di non aver tematizzato, dato spessore, profondità di pensiero al lavoro fatto. Sono d’accordo. Quel rilievo – sostiene il sottosegretario – aspetta ancora una risposta e da qui secondo me, senza scorciatoie e senza furbizie, dobbiamo ripartire. Naturalmente è solo la mia opinione ma su questa linea è il contributo che, insieme a quanti condividono, daremo nel percorso che si apre».

Già da domenica sera Giacomelli si trova a Roma dove ha seguito lo spoglio dei risultati elettorali. Ore frenetiche, prima e dopo le dimissioni annunciate ieri sera da parte di Renzi, che vedono impegnato Giacomelli nella discussione. Il suo è un ruolo particolarmente cruciale, considerato da molti il «ponte» tra l’anima ex popolare del Pd e il gruppo renziano: braccio destro di Franceschini, ha stretto da tempo una collaborazione fattiva con Luca Lotti, attuale ministro dello sport ed uomo forte di Renzi.

 

 

1 Commento

  1. Caro onorevole stai facendo un analisi perfetta.Dentro il PD troppi hanno fatto interessi per difendere la propria poltrona a vita senza pensare ai cittadini e sentendosi più intelligenti “io sono meio di te”,troppa invidia e gelosia.In parole povere toppi galli nel pollaio così i cittadini sono rimasti polli da spennare.Ma siete contenti lo stesso perché per voi parlamentari i benefici rimangono anche per la famiglia di polli non hanno il becchime per arrivare a fine mese.

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