Fallimento Creaf, avviso di garanzia per Matteo Biffoni: è indagato per cooperazione colposa in bancarotta semplice VIDEO

Matteo Biffoni è stato indagato dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento del Creaf, il centro di ricerca e alta formazione di via Galcianese, mai nato e costato oltre 22 milioni di denaro pubblico. A dare la notizia è stato lo stesso Biffoni nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Buonamici. Biffoni è stato indagato per cooperazione colposa in bancarotta semplice, in quanto presidente della Provincia di Prato, ente socio di maggioranza del Creaf. La notifica dell’avviso risale a venerdì scorso 20 aprile. Biffoni è assistito dall’avvocato Giuseppe Nicolosi.
In sostanza la procura – con un’inchiesta guidata dal sostituto procuratore Lorenzo Boscagli – contesta agli amministratori del centro di ricerca, di cui la Provincia di Prato è socio di maggioranza, di aver chiesto il fallimento in ritardo rispetto a quanto dovuto. “Sento di aver agito sempre nell’interesse della cosa pubblica” ha aggiunto Biffoni, che stabilirà ora la strategia difensiva con il suo avvocato Giuseppe Nicolosi. L’iscrizione di Biffoni, “un atto garantito”, arriva nelle fasi finali dell’inchiesta che vede già indagati a vario titolo altre 4 persone: l’ex presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri, gli ex presidenti del Creaf Daniele Panerati e Luca Rinfreschi e l’amministratore unico del Creaf, Laura Calciolari.

Biffoni si è occupato per circa un anno e mezzo della società di via Galcianese, dall’insediamento a presidente della Provincia, nell’ottobre 2014, fino all’agosto 2016, quando i soci della partecipata (oltre alla Provincia, con quote residuali c’erano anche i Comuni di Prato, Montemurlo, Carmignano, Vaiano, Vernio e Cantagallo) negarono una ulteriore richiesta di finanziamento di oltre 2 milioni, spingendo l’amministratore di Creaf Laura Calciolari a presentare domanda di concordato al Tribunale. Un primo passo che non è servito ad evitare il fallimento.
Secondo l’inchiesta della Procura, che si è avvalsa anche della perizia di un esperto contabile, i conti del Creaf non si reggevano da alcuni anni, e già dal bilancio 2011 ci sarebbero stati i presupposti per presentare i libri in Tribunale.
Ai presidenti della Provincia Gestri e all’attuale presidente Biffoni viene contestato di aver ritardato, con colpa, la chiusura del Creaf, aggravandone lo stato di dissesto.

“Le responsabilità politiche sulla vicenda Creaf vengono da lontano – ha detto Biffoni -. Quando ho assunto, gratis, l’impegno di presiedere la Provincia in una fase delicatissima, nel pacchetto c’era anche la bega del Creaf. Abbiamo fatto un buon lavoro per rilanciare la Provincia, che nel 2018 tornerà ad assumere e a fare investimenti. Per quanto riguarda il Creaf ho provato a salvare il salvabile di un’esperienza nella quale erano stati riversati 20 milioni di soldi pubblici”.

Di seguito l’intervista al presidente della Provincia Biffoni, che dice di non temere ripercussioni politiche legate alla vicenda giudiziaria.

Cronistoria dello “scatolone vuoto” Creaf

Il ‘Creaf’, acronimo che sta per ‘Centro ricerche e alta formazione’, è un progetto di cui si cominciò a parlare a Prato nel 2003, quando l’ente provinciale era presieduto da Daniele Mannocci, che poi lasciò il progetto in eredità ai suoi successori Massimo Logli e Lamberto Gestri, tutti amministratori di centrosinistra.
Doveva trattarsi di un’eccellenza della ricerca applicata al settore tessile, ma nonostante anni di gestazione e 22 milioni di euro circa investiti, il progetto non è mai riuscito a prendere il via. Il palazzo acquistato in via Galcianese nel 2006 dalla Provincia di Prato – socia per l’81% del centro, mentre la restante quota appartiene ad alcuni Comuni del territorio – non ha mai aperto i battenti, nonostante i soldi spesi per l’acquisto e la ristrutturazione dei locali. Lo scorso gennaio si è conclusa con un annullamento la prima inchiesta aperta sul caso, quella della Corte dei Conti, che si è dichiarata non competente sulla materia, rimettendo al giudice ordinario la questione (leggi l’articolo). Il mese seguente, a febbraio 2018, la società ‘Creaf’ è stata dichiarata fallita dal tribunale pratese.

Va invece avanti l’inchiesta della Procura di Prato: con l’attuale presidente della nuova Provincia sale a 5 il numero delle persone iscritte nel registro degli indagati. Oltre a Biffoni il sostituto procuratore titolare del fascicolo Lorenzo Boscagli ha indagato Lamberto Gestri (ultimo presidente della Provincia di Prato), Daniele Panerati, Luca Rinfreschi e Laura Calciolari, tutti amministratori della società in momenti diversi. La procura ipotizza, a vario titolo, il reato di concorso in bancarotta societaria.

1 Commento

  1. sig.sindaco biffoni,vorrei sapere se adesso anche lei rischia il daspo se viene trovato dalle forze dell’ordine a i giardini dell’ippodromo o vicino alla stazione del serraglio.non so’ se ridere o piangere.siamo alle comiche.

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