Giacomo Poretti si racconta ai ragazzi di Prato: «Inseguite i sogni e nutrite la vostra anima» VIDEO e FOTO

A cosa serve l’anima? Quando si sviluppa dentro di noi? Esiste realmente o è una chimera? Giacomo Poretti se lo è chiesto ieri sera, martedì 17 aprile, sul palco del teatro Politeama. Ad ascoltarlo tantissimi ragazzi e ragazze di Prato. A loro infatti era dedicato lo spettacolo promosso dalla Diocesi in preparazione al Sinodo dei giovani indetto da papa Francesco per ascoltare, capire e coinvolgere le nuove generazioni.

 

 

In un’ora e un quarto di monologo, Giacomino, proprio quello del trio con Aldo e Giovanni ha divertito e fatto riflettere la platea con battute fulminanti e considerazioni di grande spessore e profondità. «Perché oggi abbiamo bisogno dell’anima se c’è la tecnologia a risolvere ogni nostro tipo di problema?», ha detto scherzando, ma non più di tanto, Poretti. «L’algoritmo ti conosce meglio di tua moglie!». Le sue parole sono state un mix ben dosato di ironia e serietà, che hanno accompagnato il pubblico, quasi novecento persone, in un viaggio alla ricerca della conoscenza di sé e del bisogno di pensare, sempre e ad ogni età, alle grandi domande della vita. «Se esiste solo ciò che si vede, quello che si può certificare attraverso un esame o le analisi del sangue, allora non esiste neanche l’amicizia o l’amore verso i figli».

Viviamo in epoca fatta di dubbi, di complotti e anche di manipolazioni. «Oggi per avere risposte cerchiamo tutto su Google – ha osservato Giacomo –, la parola anima, nel suo vero significato è solo al quarto posto, al primo c’è una spa». Ma alla fine Poretti non mostra le prove dell’esistenza dell’anima, del resto come potrebbe, però fa una giusta osservazione: «Chi si fa queste domande, chi si è interessato di anima, si è interessato anche di creazione, di vita dopo la morte, si è chiesto se il segreto della vita sta in un algoritmo, si è domandato chi è il “grande matematico”, è rimasto folgorato dalla resurrezione, è rimasto affascinato dal paradiso, dall’inferno, Dante… Dio». Questi, secondo il comico, che qui si fa serio, sono passaggi che arrivano quasi immediati, «come quando vuoi acquistare un pennello su Amazon e il sistema ti dice: chi ha acquistato questo articolo ha acquistato anche la vernice, una scala… e tu compri, compri ancora, segui i suggerimenti e alla fine ti ritrovi ad aver acquistato una villetta in Brianza!».

 

 

In platea c’erano il vescovo Franco Agostinelli, il sindaco Matteo Biffoni e l’assessore Maria Grazia Ciambellotti. Al termine del monologo Poretti si è reso disponibile a un confronto con i ragazzi. Sul palco sono saliti cinque giovani che hanno posto all’attore domande – «difficili!», ha detto Giacomo – sulla sua vita, sul suo cammino di riscoperta della fede, sulla difficoltà della testimonianza delle scelte personali nella quotidianità (nel suo caso nel mondo dello spettacolo) e su come si fa a scoprire i propri talenti.

 

 

Alcuni passaggi del dibattito tra Giacomo e i ragazzi sul palco.

 

 

L’incontro si è chiuso con un momento molto commovente: l’abbraccio tra Poretti e Riccardo, un ragazzo disabile che ha chiesto la parola per salutare il comico e ringraziarlo per le sue belle parole. «È vero! Tutti noi abbiamo un’anima!», ha detto Riccardo.

 

 

Lo spettacolo di Giacomo Poretti è inserito all’interno di un ricco programma promosso dalla Diocesi in collaborazione con il Comune di Prato per i giovani della città. Due i prossimi appuntamenti: lunedì 14 maggio la preghiera giovani in centro storico con ritrovo alle ore 21 in piazza del Comune e venerdì 25 maggio, sempre al Politeama, ci sarà la prima tappa del Summer Tour 2018 della rock band The Sun. Per informazioni consultare il sito della Diocesi.

 

L’intervista di Tv Prato a Giacomo Poretti

 

1 Commento

  1. Purtroppo non ho potuto partecipare a quest’incontro perchè ero al Serra Club e in qualità di socio e addetto stampa non posso mancare perchè alla fine di ogni incontro devo buttare giù l’articolo e mandarlo ad alcune testate giornalistiche però leggendo tutta questa pagina e vedendo i due video dove si vede Giacomo intervistato dal giornalista Marco Manzo e quello dove ci sono i ragazzi che pongono domande difficili al comico attore sul discorso della sua infanzia e della sua fede colpisce perchè in lui c’è una grande luce e si può dire che è un vero “Testimone di Fede” e questo li fa molto onore sopratutto per uno che viene dal mondo dello spettacolo dove non è affatto facile testimoniare il proprio credo religioso ma lui ci riesce a differenza di altri che nascondono o rinnegano questa cosa e sicuramente avere una moglie cattolica aiuta tanto nel proprio cammino di fede perchè l’anima è un qualcosa che non si cerca sui libri o su Internet ma si sente dentro di noi come la coscienza del resto. Sono talenti e doni che Dio ti da gratuitamente sta a noi cercare di metterli a frutto. Concludo ringraziando il comico attore per essere venuto da noi a portarci il suo messaggio che è un monologo teatrale che gira per tutto il paese e bello il gesto di aver abbracciato Riccardo il ragazzo affetto da una forma di disabilità fisica che ha affermato che tutti noi abbiamo un’anima oltre che ad un corpo ed è proprio l’anima che fa rinascere il nostro corpo ad immagine e somiglianza di Dio(in ricordo della creazione tratto dal primo libro che è quello della Genesi). Che Dio ti benedica e ti ricolmi di ogni bene

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