Accoltellò vigilessa durante un Tso, assolto perchè incapace di intendere e di volere

E’ stato riconosciuto incapace di intendere e di volere e dunque assolto dall’accusa di tentato omicidio il cinquantacinquenne che il 15 settembre 2016 accoltellò alla schiena una vigilessa e ferì altri due agenti della polizia municipale, che erano intervenuti nella sua abitazione di via Cava per facilitare un accertamento sanitario obbligatorio. L’uomo era in cura dal servizio psichiatrico della Asl e doveva essere portato in ospedale da un’ambulanza, ma si barricò in casa per poi uscire armato con un grosso coltello da cucina. A fatica fu disarmato, grazie anche all’intervento dei vigili del fuoco, ricoverato in psichiatria e arrestato.
L’uomo è stato oggi prosciolto dal giudice delle udienze preliminari Lippini, che ha accolto le richieste degli avvocati difensori Fulvia Boni e Paola Beconi e dello stesso pubblico ministero Francesco Sottosanti. Entrambe le perizie psichiatriche sul 55enne, nelle fasi dell’incidente probatorio e dell’udienza preliminare, lo hanno riconosciuto incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. L’uomo, socialmente pericoloso, è attualmente sottoposto a libertà vigilata, con precise prescrizioni orarie, ed è soggetto a monitoraggio psichiatrico, affinchè segua la terapia indicata dai medici.

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