Figline, niente sgombero forzato per la famiglia Felici. L’assessore Biancalani: “Basta strumentalizzazioni da parte della politica” VIDEO


Niente sfratto per la famiglia Felici di Figline, storici imprenditori nel settore delle stufe in terracotta. Dopo una prima proroga di 20 giorni, concessa lo scorso 24 aprile, oggi si sarebbe dovuto effettuare lo sgombero forzato dell’immobile al piano terra della villetta di via di Cantagallo 118, finito all’asta dopo il fallimento dell’azienda familiare e aggiudicato, per 175mila euro, lo scorso 19 gennaio.

Nella casa vive, oltre a Piero Felice e alla moglie Ambra, anche la nonna 90enne di Barbara, invalida al 100% e assistita dai parenti giorno e notte: per lei, la nipote si era da subito mobilitata, lanciando appelli pubblici per ottenere più tempo e trovare così una sistemazione dignitosa e decorosa. Questa mattina, dopo quattro lunghe ore, è stata trovata una soluzione tampone con le forze dell’ordine e i delegati del Tribunale: il caso resta al momento congelato, in attesa della decisione del nuovo giudice Stefania Bruno. Più tempo insomma, ma intanto si pensa all’imminente futuro.

Sul caso interviene il Comune. L’assessore al Sociale, Luigi Biancalani spiega che “nessuno si era rivolto ai servizi sociali” per chiedere aiuto, e ripete di aver contattato la famiglia per mettere a disposizione della signora 90enne un posto in una Rsa: una prospettiva rifiutata però dai parenti, che preferiscono prendersi cura personalmente dell’anziana. “In caso di difficoltà questa soluzione resta comunque valida – fa sapere l’assessore – perché la signora ne ha tutto il diritto”.

La vicenda della famiglia Felici, nelle ultime settimane, è stata presa a cuore dalla rete solidale di Stremao e da alcuni esponenti locali della politica, tra cui la Lega Nord. Stamani hanno portato la loro solidarietà la consigliera comunale indipendente Marilena Garnier e Claudio Belgiorno di Fratelli d’Italia, che hanno preso parte al sit-in pacificodi fronte alla villetta. Dura la replica di Biancalani: “Basta strumentalizzare le difficoltà dei cittadini per farsi pubblicità e gridare slogan privi di senso”, conclude l’assessore.

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