L’Emporio compie dieci anni: dal 2008 ha sostenuto 58 mila persone e distribuito prodotti per un valore di 15 milioni di euro VIDEO

Prato ha accettato la sfida e gettato un seme. Ne è nato un frutto che non solo ha dato da mangiare a 15 mila famiglie in dieci anni, ma è stato condiviso con altre cento città italiane. L’Emporio della Solidarietà ha compiuto dieci anni e ha festeggiato lo speciale traguardo con un convegno aperto alla città che si è tenuto questa mattina, sabato 19 maggio, nel salone consiliare della Provincia a Palazzo Buonamici.

 

I numeri. Dal 2008, anno della sua apertura nella prima sede di via Cairoli, oggi invece si trova in via del Seminario, il supermercato solidale ha aiutato 58 mila persone ad avere un pasto quotidiano. Ogni anno sono state attivate in media 1600 tessere corrispondenti ad altrettante famiglie. Di queste, il 51,5% sono italiane mentre il resto sono nuclei familiari stranieri. La nazionalità più presente all’Emporio è quella albanese (12,8%), seguita da quella marocchina (9,1%), nigeriana (6,5%) e rumena (5,4%). I cinesi hanno rappresentato solo lo 0,7% del totale.

In questi anni sono stati distribuiti prodotti per un controvalore di 15 milioni e 400 mila euro. Un cifra importante, che fa capire la vera realtà di un servizio ben strutturato, funzionale alle esigenze degli utenti ed efficiente nella sua rete di approvvigionamento, formata in gran parte da aiuti provenienti dalla grande distribuzione e dalle raccolte effettuate nei supermercati grazie alla generosità dei pratesi. Dal 2009, anno in cui l’Emporio è entrato a regime, Diocesi, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, i soggetti promotori del progetto, hanno contribuito con 885 mila euro.

 

La storia dell’Emporio raccontata attraverso le testimonianze degli utenti e le parole dei coordinatori del progetto

 

Hanno detto. «Possiamo dire che questa avventura è una scommessa vinta – afferma la direttrice della Caritas diocesana di Prato Idalia Venco – l’utilità di questo servizio è confermata dai numeri e dal fatto che il nostro Emporio ha fatto scuola». Grazie all’esperienza del supermercato solidale pratese, il primo a nascere in Italia assieme a quello della Caritas di Roma, altri cento Empori sono stati aperti su tutto il territorio nazionale, da nord a sud. «E quasi tutti – aggiunge Venco – prima di partire sono passati da noi per capire come funziona». L’idea alla base dell’Emporio è semplice: per ricevere i prodotti non servono soldi ma dei punti contenuti in una tessera rilasciata ai richiedenti da un apposito gruppo di monitoraggio formato da Caritas e dai servizi sociali del Comune. Ogni utente può così scegliere l’alimento che preferisce prendendolo dagli scaffali. Proprio come avviene in un comune supermercato. Niente più pacchi viveri ma una vera e propria spesa che rende più dignitoso l’aiuto a chi ha bisogno.

 

Questa mattina a Palazzo Buonamici, a fare gli auguri di buon compleanno all’Emporio, c’era anche l’assessore regionale al welfare Stefania Saccardi. «Questa è una esperienza straordinaria – ha detto – che ci ha insegnato come si possa combattere la povertà alimentare lavorando in sinergia tra i soggetti istituzionali e il mondo del volontariato. E avete dato una risposta, dignitosa, alle nuove povertà, a tutte quelle persone colpite improvvisamente dalla crisi. Li avere aiutati e state continuando a farlo non con una elemosina ma con la carità che si basa sulla responsabilità degli individui».

 

 

Il saluto dei promotori. I lavori del convegno sono iniziati con i saluti dei rappresentati dei soggetti promotori del progetto: Diocesi, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. «L’Emporio è determinante per il cammino della città – ha osservato il vescovo Franco Agostinelli –, perché non è frutto di una iniziativa di parte ma di una condivisione. Quando si parla di poveri non si può dire che siano solo un affare della Caritas ma è un fatto che deve riguardarci tutti. L’esserci consorziati per il bene di Prato ha fatto nascere un vero e proprio gioiello come l’Emporio, che non è solo un supermercato ma un luogo di incontro e di crescita personale».

Anche il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni ha ribadito come questo progetto sia «un patrimonio cittadino». «Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è quello di fare in modo che una famiglia in difficoltà non si senta sola nel momento del bisogno ma possa sentire il calore della città. Questa esperienza riassume in sé una caratteristica tutta pratese: siamo dei brontoloni, lo sappiamo, ma allo stesso tempo siamo persone capaci di rimboccarsi le maniche per gli altri. Il risultato che celebriamo oggi è stato possibile grazie all’aiuto di tutti, dai promotori alla grande generosità dei pratesi».

Franco Bini, neo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato ha confermato la volontà dell’ente di continuare a sostenere l’Emporio: «il nostro compito è quello di promuovere lo sviluppo della città. Io mi impegno a cercare di mantenere la nostra partecipazione e lo faremo compatibilmente con le risorse che avremo a disposizione. Auspico che anche altri facciano la loro parte».

 

 

Il convegno. Nel corso della mattinata sono stati proiettati due video, uno dedicato alla storia dell’Emporio e un altro realizzato dagli studenti dell’istituto Marconi che hanno conosciuto da vicino al realtà di questo servizio grazie all’alternanza scuola lavoro che porta ogni anno molti ragazzi a impegnarsi in via del Seminario.

 

Cos’è l’Emporio secondo gli studenti del Marconi

 

Poi sono intervenuti il responsabile area nazionale di Caritas italiana Francesco Marsico, il direttore dei soci Unicoop Firenze Luciano Rossetti, da sempre a fianco dell’Emporio, e il primo coordinatore del progetto Rodolfo Giusti, che ha voluto sottolineare tre attenzioni per il futuro. «La prima – ha detto Giusti – è quella di mantenere attiva la collaborazione tra i soggetti che fanno rete. La seconda è l’efficienza del servizio, nel gennaio 2013 i Nas visitarono l’Emporio e trovarono tutto secondo le regole. La terza attenzione è la cura del volontariato. Senza non si va avanti, i volontari sono preziosi, devono essere formati, informati e valorizzati».

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