Violenza sessuale su due ragazzi minorenni, membro onorario delle Pagliette patteggia 2 anni

Ha patteggiato due anni, pena sospesa, e ha risarcito le vittime il tecnico del suono delle Pagliette del Buzzi indagato per violenza sessuale su due ragazzi minorenni del Club, a cui sono andati rispettivamente 9.000 e 4.000 euro. Il giudice per le udienze preliminari Lippini ha accolto la domanda degli avvocati difensori del 43enne, i legali Barbara Mercuri e Franco Legni, la cui richiesta di patteggiamento aveva ottenuto parere favorevole dal sostituto procuratore Valentina Cosci.
All’indagato sono contestati un episodio ai danni di un 17enne, e vari episodi nei confronti di un ragazzo che fin dall’età di 16 anni ha ricevuto le sue attenzioni.
Nel 2012 al termine di una cena di gala organizzata al Museo del Tessuto, il 43enne, membro onorario del Club delle Pagliette, avrebbe offerto un passaggio al 17enne, lo avrebbe condotto nell’abitazione di un amico per poi approfittare del suo stato di ubriachezza praticandogli un rapporto orale quando il giovane si era addormentato su un divano.

Simili approcci sono stati raccontati dall’altro adolescente, adescato più volte in occasione delle feste del Club delle Pagliette, fatto ubriacare e reso vittima di rapporti sessuali orali. Secondo la pubblica accusa, soltanto in una circostanza ci sarebbe stato uso della violenza da parte dell’uomo per soddisfare il proprio desiderio.
Altro episodio emerso nel corso delle indagini è il rito di iniziazione al Club del Pagliette, durante il quale l’indagato avrebbe legato dello spago attorno al pene del ragazzo e lo avrebbe fatto camminare tenendo lo spago per mano. Un gesto che secondo l’accusa ha travalicato l’intento goliardico, assumendo connotati a sfondo sessuale.
Il 43enne si è sempre difeso sostenendo che i rapporti erano consenzienti e che sarebbero avvenuti quando i ragazzi erano maggiorenni. Diversa la linea della Procura, secondo la quale il membro onorario delle Pagliette avrebbe indotto le vittime in uno stato di soggezione, facendo leva, oltre che sull’alcol, sulla propria maggiore età, sul ruolo ricoperto all’interno del Club e approfittando delle difficoltà economiche e familiari dei ragazzi.
“Il patteggiamento non è un’ammissione di colpevolezza e siamo convinti dell’innocenza del nostro assistito – afferma l’avvocato Barbara Mercuri -. Molti episodi sono caduti e altri sono assai dubbi. La decisione di patteggiare è una scelta sofferta, una rinuncia alla difesa dettata dal desiderio di chiudere questa vicenda con una rapida definizione”.

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