Guardia carceraria a processo per peculato: “Ha sottratto 250 euro a un detenuto”

Un agente di polizia penitenziaria in servizio al carcere della Dogaia è imputato per peculato con l’accusa di essersi appropriato del denaro di un detenuto, circa 250 euro in contanti, che sarebbero stati custoditi in una cassetta in attesa della scarcerazione dell’uomo. Il processo è iniziato oggi di fronte al collegio presieduto dal giudice Francesco Gratteri ed è stato subito rinviato perchè l’imputato, alla vigilia dell’udienza, ha sostituito l’avvocato d’ufficio scegliendo un legale di fiducia, Elena Augustin, la quale ha chiesto tempo per poter studiare il fascicolo.
La rinuncia al mandato da parte dell’avvocato d’ufficio è datata 31 maggio – ha fatto notare il presidente del collegio, che ha chiesto conto all’agente penitenziario delle settimane trascorse prima di rivolgersi ad un nuovo legale.
“Non ho ricevuto comunicazioni a casa, ma soltanto per e-mail all’inizio di giugno – ha risposto l’imputato -. Con l’avvocato d’ufficio in questi mesi non si era creata un’intesa; in questa settimana ho cercato un nuovo avvocato e ieri ho fatto la nomina”.
I giudici si sono riuniti in camera di consiglio e hanno infine accettato il rinvio dell’udienza, riconoscendo i diritti della difesa e non ritenendo il caso in questione un “sistema per controllare le scansioni e i tempi del processo”. I dieci testimoni convocati dall’accusa e i due dalla difesa, di cui nove erano presenti in aula, saranno dunque riconvocati a ottobre.

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