Presidio Cobas, il Questore: “Nessun operaio del Panificio Toscano tra i manifestanti” VIDEO

Non ci sarebbe nemmeno un operaio del Panificio Toscano tra i 50 manifestanti che nella notte tra il 5 e il 6 agosto hanno organizzato il presidio in via Onorio Vannucchi. A specificarlo è il Questore di Prato, che ai microfoni di Tv Prato risponde ai Si Cobas, i quali hanno parlato di “intervento violento” della Polizia nei confronti dei lavoratori in sciopero.

Il Questore spiega come l’aiuto della Polizia sia stato richiesto dalla proprietà dell’azienda, ovvero Panificio Toscano, dal momento che i manifestanti stavano occupando i varchi dello stabilimento di via Vannucchi, impedendo l’uscita dei mezzi che dovevano trasportare i prodotti panificati. Gli agenti sarebbero intervenuti nel momento in cui si stava per verificare proprio davanti ai loro occhi uno scontro tra due gruppi di persone, i manifestanti, da una parte, e il titolare della cooperativa Giano con alcuni operai, dall’altra. Quest’ultimo gruppo, infatti, si era dichiarato pronto ad uscire dallo stabilimento a costo di forzare il picchetto. “A quel punto la polizia ha avuto come obiettivo quello di allontanare i dimostranti, così che non si potessero verificare disordini e gli autisti dei mezzi bloccati potessero proseguire il loro lavoro – spiega Alessio Cesareo, Questore di Prato -. I nostri agenti hanno agito senza violenza e senza alcun mezzo di coazione fisica”.

I 50 manifestanti individuati (4 di loro sono stati portati in Questura per atteggiamenti violenti nei confronti del personale di Polizia intervenuto) consisterebbero tutti in soggetti venuti da fuori Toscana, giunti in pullman a Prato, per lo più dall’Emilia-Romagna, per partecipare alla dimostrazione organizzata dai Si Cobas. La Questura non ha ravvisato nel gruppo alcun operaio né della cooperativa Giano né di Panificio Toscano, nei confronti del quale si stava protestando contro un utilizzo definito illegittimo del contratto multiservizi e il licenziamento di alcuni delegati sindacali.

Ascolta le parole del Questore di Prato

Le notizie di reato inoltrate dalla Questura alla Procura sono al momento quelle di organizzazione di manifestazione non autorizzata, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni: due agenti di Polizia hanno infatti riportato estese ecchimosi in seguito allo scontro con i manifestanti. La prognosi riconosciuta loro dai sanitari dell’ospedale Santo Stefano, dove sarebbero stati trasferiti, è di qualche giorno.

I rappresentanti dei Cobas mostrano i lividi sulle braccia e ribadiscono che la reazione degli agenti è stata assolutamente sproporzionata rispetto alla loro dimostrazione pacifica. Quegli stessi video che circolano su Facebook postati dal sindacato il giorno dopo la manifestazione e citati dallo stesso Questore nell’intervista, sono per loro la prova dei metodi coercitivi usati dalla Polizia. “Oltretutto non stavamo occupando le vie d’uscite per le persone fisiche – spiega Luca Toscano, dei Si Cobas -, perciò quel che dice il Questore riguardo alla prevenzione di un possibile scontro tra due gruppi non corrisponde a verità”. In merito a ciò che dice la Questura sulla provenienza esterna alla Toscana (ed estranea a Panificio Toscano) dei manifestanti, rispediscono le accuse al mittente: “Almeno venti di loro erano operai dello stabilimento pratese. Il resto erano delegati sindacali venuti da fuori a sostenere i lavoratori”.

Ascolta le parole di due lavoratori del Panificio Toscano e di Luca Toscano dei Si Cobas, oggi presenti con un presidio davanti alla Coop di via Valentini (la Cooperativa sarebbe infatti il maggior acquirente di Panificio Toscano

(Foto in evidenza ripresa dalla pagina Facebook “Firenze dal Basso”)

 

LS

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