Parrucchieri aperti la domenica, ora si può. Cgil: “Sindaco responsabile, eventuali vertenze arriveranno direttamente sulla sua scrivania”

Ci si potrà tagliare i capelli anche la domenica. Il sindaco Matteo Biffoni ha firmato l’ordinanza che annulla la delibera con la quale si regolamentava aperture e chiusure nel weekend del settore benessere, non compreso nelle liberalizzazioni del decreto Monti del 2012. L’ufficialità del provvedimento è arrivata solo da pochi giorni, dopo un lungo stop estivo che era seguito all’annuncio dato dall’assessore alle Politiche economiche Daniela Toccafondi. Il sindacato, infatti, ha alzato la voce dopo essere stato escluso dal tavolo delle trattative: “Ci siamo meravigliati subito dell’esclusione – spiega Alberto Santini della Filcams Cgil -, dato che è previsto dallo stesso regolamento comunale che in questo genere di incontri siano presenti le parti sociali”.

“Non era una concertazione, ma un semplice adeguamento alla legge nazionale, per questo non era presente il sindacato – risponde l’assessore Daniela Toccafondi -. I parrucchieri e gli estetisti di tutti i comuni limitrofi possono lavorare la domenica da tempo, non è giusto che Prato, evidentemente rimasta indietro dalla scorsa legislatura in questa materia, subisca il destino di clienti che vanno a Campi Bisenzio a farsi i capelli se hanno esigenza di andare di domenica. A chiedercelo sono gli artigiani”, specifica l’assessore del comune di Prato, che negli ultimi 4 anni, spiega sempre Toccafondi, ha dovuto emanare 4 ordinanze straordinarie nel mese di dicembre per consentire agli acconciatori di lavorare sotto le feste.

E in effetti, a sentire Barbara Catani, presidente della Federazione Benessere di Confartigianato, di un ritocchino al regolamento c’era bisogno: “Da tanto questa categoria chiede al comune di modificare la delibera comunale che proibisce ai parrucchieri di lavorare anche la domenica. Oltretutto l’ordinanza dà ampia libertà: non dice che tutti devono tenere aperto nel weekend, dà la possibilità di farlo a chi lo desidera. Molti si sono presi una multa per aver aperto il negozio ad una sposa che aveva bisogno di un’acconciatura”.

L’ordinanza, infine, è stata firmata alla presenza anche del sindacato, nello specifico, la Cgil, a cui le liberalizzazioni, in qualunque settore esse siano, rimangono indigeste. Per il sindacato, la facoltà di aprire anche la domenica metterebbe e in atto uno scontro tra diritti, quello del titolare di chiedere maggiore flessibilità al proprio dipendente e il diritto di quest’ultimo di rifiutarsi o di chiedere il pagamento dello straordinario. Nello svolgersi delle due istanze – continua il sindacato – spesso a rimetterci è, però, il lavoratore, in una posizione di maggiore vulnerabilità, rispetto al proprio superiore, come riferisce ancora Santini: “Nell’artigianato il rapporto di lavoro spesso è 1:1 e il lavoratore non ha la forza di opporsi al proprio capo e rivendicare i diritti previsti dal contratto di lavoro nazionale, cioè la concessione di un giorno compensativo se si lavora la domenica o il pagamento dello straordinario.  Non dimentichiamoci che viene chiesta flessibilità, per lo più, ad una lavoratrice donna, che ha già molte difficoltà a conciliare vita lavorativa e vita famigliare. Noi lo diciamo chiaramente: da ora in poi qualsiasi vertenza sindacale che ci arriverà nel settore, e ne stiamo curando già tante, finirà direttamente sulla scrivania del sindaco e su quella dell’assessore Toccafondi”, conclude Santini.

 

Lucrezia Sandri

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