Carlesi lascia il PD: “Nel partito c’è una lotta tra capi e capetti per contare di più”. E poi tira una frecciata alla giunta VIDEO

“Troppe lotte intestine tra capi e capetti, una conta continua a chi comanda di più, in un partito ci si sta quando ci sono temi in grado di rispondere ai bisogni delle persone e in questo momento nel Pd non li trovo più”. Così Massimo Carlesi ha spiegato alcune delle ragioni del suo addio al Partito Democratico, lui che pure aveva contribuito alla formazione del Pd pratese e che da anni ne era uno dei perni. Un addio ragionato, critico, raccontato con modi pacati, ma non senza togliersi qualche sassolino dalle scarpe.
L’approdo a Centro Solidale prefigura un’attenzione particolare al recupero del tessuto sociale, ad una politica del noi e non dell’uno: “La politica vera è quella fatta dal lavoro di gruppo, in questo momento vedo più la ricerca dell’affermazione personale di un politico invece dell’affermazione delle risposte da dare alla gente”. Vincitore delle primarie del Pd nel 2009, Carlesi – che già aveva ricoperto l’incarico di assessore – venne poi sconfitto nella corsa alla poltrona di sindaco da Roberto Cenni. Ma il passaggio alla nuova formazione non prefigura un interesse a riprovarci: “Il candidato sindaco non lo rifaccio – ha detto Carlesi – ho perso una volta perché qualcuno ha remato contro, in questo momento c’è da dare a Prato una coalizione di sinistra forte su temi come il sociale, l’ambiente e la sicurezza”. Intanto continuerà a sostenere la giunta da consigliere indipendente, perché per formare un gruppo consiliare servirebbe almeno un altro componente. “Al momento Carlesi è l’unico consigliere che ha aderito al nostro movimento – ha precisato Lorenzo Marchi, coordinatore regionale di Centro Solidale – da subito partiranno dei tavoli programmatici per arrivare alla creazione di una lista e soprattutto di un programma”.
Carlesi, poi, nel dare alla giunta il merito di aver portato in città risorse importanti per il futuro di Prato, ha lanciato una frecciata: “Bisognava reagire in maniera differente allo scioglimento delle Circoscrizioni, magari creando una consulta volontaria che potesse consentire alle persone di poter partecipare in maniera attiva alla vita della città”.
“La nostra è una proposta attenta a chi è più fragile, perché una società a misura dei fragili è a misura di tutti” gli ha fatto eco Paolo Ciani, consigliere regionale del Lazio. “Questa politica dell’odio non fa bene al futuro del paese, su certi temi strategici servono politiche bipartisan” ha aggiunto l’ex viceministro degli esteri Mario Giro.

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