Il Comune pronto a spostare l’archivio nei locali del Creaf: ecco cosa prevede l’accordo con la Regione per “rianimare” il Centro di Ricerca

Il Comune di Prato fa la sua parte per consentire alla Regione di provare a “rianimare” il progetto del Parco scientifico tecnologico nei locali del Creaf, la partecipata fallita senza mai avviare l’attività di ricerca, nonostante i 22 milioni di soldi pubblici investiti nell’acquisto e nei lavori di ristrutturazione, mai ultimati, del capannone di via Galcianese. La giunta comunale ha approvato oggi la delibera di accordo di programma con Regione e Provincia, che definisce compiti e ruoli dell’operazione. Alla base di tutto c’è un nuovo stanziamento della Regione che immetterà 8 milioni nella propria società in house Sviluppo Toscana spa. Buona parte di queste risorse, ovvero 6,5 milioni, saranno offerti alla curatela fallimentare del Creaf per l’acquisto del capannone, unico bene di proprietà della società fallita; i restanti 1,5 milioni serviranno per completare i lavori, pagare le imposte e far decollare l’attività nel giro di un triennio. Se il Tribunale di Prato accetterà la proposta della Regione, quest’ultima, principale creditore del Creaf per circa 9 milioni, riavrà indietro dalla procedura fallimentare parte di quanto investito nell’acquisto del capannone, ovvero 4,5 milioni.
Il Comune di Prato, da parte sua, si è impegnato a prendere in affitto l’ala dell’immobile di via Galcianese che affaccia su via Dossetti (ovvero il lotto B): si tratta di 2500 metri quadrati, dove sarà spostato l’archivio comunale di via Pomeria. Per l’uso dei locali attuali, che presentano problemi di infiltrazioni e occupano una superficie di 2300 metri quadrati, il Comune paga oltre 119.000 euro, in pratica 52 euro al metro quadro. I nuovi locali del lotto B, che sono stati oggetto di prove di carico e sono risultati compatibili con la funzione di archivio, saranno presi in affitto ad un prezzo che sarà oggetto di stima dall’Agenzia delle Entrate, compreso fra i 45 euro a metro quadro e i 52 euro spesi attualmente. Il risparmio, insomma, considerando anche i costi del trasloco e le opere di adeguamento che restano a carico del Comune, sarà minimo, ma l’operazione consentirà di avere locali nuovi e di garantire un primo canone di affitto a Sviluppo Toscana. Al termine dei sei anni di locazione, il Comune avrà la facoltà di acquistare i locali, o di rinnovare l’affitto per altri sei anni.
Il Comune e la Provincia di Prato si impegnano inoltre a prevedere benefici fiscali per la proprietà dell’immobile, in particolare per l’Imu; a riconoscere sconti sulla Tari e altri incentivi alle imprese che si insedieranno nei 9.500 metri quadrati del lotto A; ad individuare possibili unità di personale da assegnare alle attività di supporto del Centro di ricerca. Il Comune si farà carico anche della progettazione dei lavori di completamento e manutenzione della struttura.

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*