Illegalità e sfruttamento dei lavoratori, la Cgil alla politica: “Scarsi risultati, andiamo a Roma” VIDEO

Al terzo congresso della Filctem Cgil per l’elezione del nuovo segretario della categoria, il cuore dell’intervento del segretario uscente sulla strada della rielezione (e nuovo segretario della Filctem Cgil di Pistoia) Massimiliano Brezzo è stato dedicato al settore abbigliamento e tessile, nel quale si ribadisce la presenza di una “illegalità economica e di uno sfruttamento lavorativo sempre più diffusi”. Si tratta di una delle principali battaglie della Filctem, quella che all’indomani del rogo alla Teresa Moda nel 2013 ha portato il sindacato a farsi promotore di un Protocollo siglato da Comune, Regione, Prefettura e categorie economiche.

“A distanza di tanto tempo – riferisce Brezzo – il nome di Prato è ancora associato all’immagine dei lavoratori bruciati nei capannoni e, come sviluppo della situazione, nelle case-fabbrica. Sono mancati e stanno mancando controlli non sulla sicurezza degli ambenti ma sullo sfruttamento della manodopera. Non occorrono più controlli, bensì, controlli più mirati”. Per “controlli mirati” Brezzo intende accertamenti da parte di Inps, Inail e Ispettorato territoriale del Lavoro (Itl) in tintorie e stamperie; in orario notturno e nei giorni festivi con annesse verifiche dei committenti delle merci prodotte e dei tragitti dei trasporti su gomma.

“Regione e Comune hanno fatto tutto quello che hanno potuto – ha precisato Brezzo -: la Regione Toscana mettendo in campo a Prato uno sforzo non paragonabile a nessun’altra Regione e il Comune impiegando la Polizia municipale. Adesso chiediamo che siano gli istituti dello Stato ad assolvere al compito che è stato loro affidato, cioè applicare le leggi”. Non è a Regione e Comune che il segretario della Filctem si rivolge, ma alla politica, a cui dice: “Andiamo a Roma e chiediamo di sperimentare su Prato un altro sistema, diverso da questo, che possa colpire al cuore il problema dello sfruttamento dei lavoratori nelle aziende del distretto”. Di fatto, però, di politici puri ad ascoltare ce n’erano solo due in platea, peraltro appartenenti allo stesso partito: il segretario provinciale del Partito democratico Gabriele Bosi e il segretario provinciale dei Giovani democratici Marco Biagioni.

Lucrezia Sandri

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