Stadio Lungobisenzio, il Consiglio di Stato respinge l’appello dell’Ac Prato

Nuovo capitolo della vicenda dello stadio Lungobisenzio, all’indomani dell’iscrizione del sindaco Matteo Biffoni nel registro degli indagati per abuso d’ufficio in merito alla revoca della concessione dell’impianto all’Ac Prato. Proprio oggi il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare presentato dalla società laniera, confermando dunque l’ordinanza già resa dal Tar Toscana nella quale si è riconosciuta la piena legittimità degli atti del Comune di Prato. Si tratta del quarto pronunciamento favorevole al Comune – sulla vicenda stadio – da parte dei giudici amministrativi. Anche il Consiglio di Stato ha ribadito che l’AC Prato non aveva e non ha alcun titolo per gestire e utilizzare il Lungobisenzio, che quindi è legittimamente rientrato nella piena disponibilità della città a seguito dello sgombero coatto eseguito lo scorso 3 settembre, dopo che la società non ha restituito spontaneamente l’impianto all’amministrazione comunale.
Il pronunciamento del Consiglio di Stato arriva il giorno dopo l’avviso di chiusura indagini ricevuto dal sindaco Matteo Biffoni, che per la stessa vicenda dello stadio negato a Toccafondi è indagato per abuso d’ufficio. L’inchiesta penale è scattata a seguito di un esposto presentato dal presidente del Prato ed è arrivata a conclusioni diametralmente opposte rispetto alle prime sentenze dei giudici amministrativi.
Per la Procura la revoca della disponibilità dello stadio da parte del sindaco, motivata contra personam con il mancato perfezionamento della cessione del club all’avvocato canadese Joseph Romano, è alla base dell’abuso d’ufficio. Mentre per il Consiglio di Stato, la dichiarazione con cui il sindaco ha concesso (per poi revocarla) la disponibilità del Lungobisenzio al club di Toccafondi è “idonea a dimostrare l’utilizzabilità dell’impianto da parte della società per l’ordinamento sportivo”, ma “non lo è per l’ordinamento giuridico generale”. In pratica si tratta di un semplice prestampato, firmato da Biffoni, che dà conto della volontà di mettere a disposizione uno stadio agibile per le partite di Lega Pro. Cosa diversa da un contratto di concessione ufficiale, titolo amministrativo (appannaggio dei dirigenti comunali) che avrebbe reso, quello sì, disponibile l’impianto; documento che non è mai stato sottoscritto dal Comune, né avrebbe potuto esserlo, vista la rinuncia alla gestione dello stadio da parte di Toccafondi, dopo la retrocessione in serie D, a maggio scorso.
Dal canto suo l’AC Prato sottolinea, attraverso una nota, che “persisterà nelle azioni legali già avviate, fino al completo ristoro dei gravi danni arrecati alla Società dalla condotta del sindaco”. L’AC Prato fa inoltre notare che “nessun giudice amministrativo, ad oggi, si è pronunciato sulla legittimità della revoca della disponibilità dello stadio. La magistratura inquirente – prosegue la nota – ha invece ravvisato nella condotta del sindaco gli estremi del reato di abuso di ufficio”.

 

1 Commento

  1. Spero che anche in Procura mettano la parola “fine” su questa vicenda.
    Il Sindaco ha fatto quello che il 99,9% dei tifosi del PRATO, avrebbe fatto.

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