Due nuovi mezzi (e un defibrillatore) per la Misericordia di Coiano: ieri l’inaugurazione

La Misericordia di Coiano si dota di due nuovi automezzi adibiti al trasporto sociale di anziani e disabili e lo fa alla presenza dei numerosi confratelli e consorelle e della comunità locale.

Ieri, domenica 11 novembre, dopo la messa nella chiesa di San Bartolomeo celebrata dal parroco don Jacek Skrzypczyk, si è svolta la solenne cerimonia di inaugurazione dei nuovi mezzi, a testimonianza della presenza viva dei membri della Confraternita coianese all’interno della parrocchia.

«Oggi è stata una giornata importante per noi – dice Piero Puggelli, presidente della sezione della Misericordia di Coiano –, abbiamo inaugurato due automezzi che vanno a sostituire quelli di cui già disponevamo, diventati obsoleti e abbiamo ricordato i cento anni dalla morte del fondatore della nostra sezione: don Leonello Maiani, sacerdote ricco di fede e generosità, che seppe attrarre intorno a sé tanti giovani, indirizzandoli alla carità ed all’aiuto alle persone più deboli attraverso la Confraternita di Coiano».

Un po’ di numeri. La Misericordia di Coiano, fondata il 14 agosto 1910 dall’allora parroco don Leonello Maiani, è una delle più antiche tra le sezioni di Prato. Oggi conta 1.244 iscritti, di cui 91 confratelli e consorelle che effettuano servizio di volontariato attivo. Nel corso del 2017 sono stati effettuati 9678 servizi socio sanitari e di emergenza 118 per un totale di oltre 118mila chilometri percorsi. Nella sezione sono attivi anche il Gruppo Donatori di sangue Fratres (con 192 donazioni nel 2017), il gruppo fotografico Imago e il gruppo trekking Lo Scarpone.

«Oltre ai due nuovi mezzi – afferma Gianluca Mannelli, proposto della Misericordia di Prato – oggi festeggiamo anche l’arrivo di un nuovo defibrillatore che andrà ad incrementare la strumentazione a disposizione della sezione. La Misericordia di Coiano è attiva da più di cento anni e la sua presenza nella comunità ci rende orgogliosi e ci permette di guardare al futuro con fiducia», conclude il Proposto.

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