Fatte arrivare dalla Nigeria con un debito da 35mila euro e costrette a prostituirsi a Prato per ripagarlo: in manette coppia di sfruttatori

La polizia di Pistoia ha arrestato una coppia di nigeriani residenti in Valdinievole accusati dei reati di tratta, tentata estorsione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, commessi ai danni di alcune loro connazionali fatte entrare in Italia attraverso la rotta libica e successivamente avviate alla prostituzione in alcune città italiane, tra le quali, soprattutto nell’ultimo periodo, anche Prato.
Le donne, una volta arrivate in Italia, risultavano debitrici di una somma pari a 35.000 euro che avrebbero dovuto ripagare attraverso l’attività di meretricio.
Per tenere le ragazze in uno stato di soggezione fisica e psicologica venivano spaventate con riti magici e minacce di ritorsioni nei confronti delle loro famiglie. Dalle investigazioni è emerso che le vittime, prima della partenza, venivano sottoposte ad un rito Ju Ju. Alle stesse venivano prese le mutande, parti delle unghie e alcuni peli del pube, poi veniva fatto mangiare loro l’organo crudo di un animale e bere grappa, al termine le venivano praticati alcuni fori alle mani con oggetti appuntiti facendo fuoriuscire sangue che, successivamente, veniva mischiato ad una sostanza nera con cui si spalmavano le ferite. Solo dopo aver restituito il “debito” di 35.000 euro sarebbe stato sciolto il vincolo magico.
Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti confezioni di preservativi e farmaci per procurare l’aborto. Infatti, una delle donne avviate alla prostituzione aveva già subito due aborti spontanei verosimilmente provocati da farmaci.

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