Aeroporto, i 5 Stelle presentano la “verità” di due piloti: “La nuova pista sarà un pericolo per Firenze”

In Toscana “l’unico aeroporto strategico è quello di Pisa”, mentre quello di Firenze ha “una vocazione naturale come city airport”, e sarà fatto un nuovo piano nazionale degli aeroporti. Lo ha affermato Giacomo Giannarelli, consigliere regionale del M5s, in una conferenza stampa con l’ex generale Luciano Battisti e l’ex pilota militare Domenico Leggiero, conoscitori dell’attuale pista ed esperti di aeronautica. Il primo è stato nella scorsa legislatura anche consigliere dell’ex assessore regionale Marson, e in questa veste ha studiato il masterplan presentato da Adf per la nuova pista parallela, oltre ad altre ipotesi progettuali avanzate negli anni precedenti.
Secondo Luciano Battisti e Domenico Leggiero “il progetto della nuova pista è fonte di pericolo per la città di Firenze e mina i criteri base della sicurezza del volo” a causa dell’aumento del rischio di bird strike, ma soprattutto per l’incidenza dei venti avversi, che porterebbe, di fatto, al frequente utilizzo bidirezionale della pista, con sorvoli di centri abitati di Firenze altamente popolati a quote basse: 55 metri sopra la scuola marescialli, 90 metri sopra l’area individuata per il nuovo stadio della Fiorentina, 130 metri in quota in corrispondenza del palazzo di giustizia, che è alto 88 metri. Secondo i due piloti, il nuovo assetto della pista parallela all’autostrada, monodirezionale, con decolli e atterraggi in direzione di Prato, aumenterebbe infatti notevolmente i casi di dirottamento, stimati, nello scenario di massimo sviluppo aeroportuale (nel 2029), in 4830 voli l’anno (il 20% del totale) a cui si aggiungono 3900 mancati decolli (16% del totale). Una percentuale assai superiori agli attuali dirottamento, pari al 6,4% del totale.

Costi alle stelle
“Questi dati possono essere invertiti e riportati in linea soltanto se si usa la bidirezionalità della pista”, che potrebbe rendere appetibile un investimento altrimenti ingiustificato – hanno sostenuto Leggiero e Battisti che dubitano anche sui costi dell’intervento previsti nel Masterplan di Toscana Aeroporti: i 365,5 milioni indicati, di cui 150 milioni di finanziamenti pubblici, sono al lordo di ribassi d’asta, ma non tengono conto di Iva, costi relativi alle terre da scavo, imprevisti e modifiche progettuali intervenute nel frattempo, come le opere di mitigazione imposte dalle 142 prescrizioni e lo spostamento del fosso reale. Il costo, secondo i due esperti di aeronatica, porebbero addirittura triplicare e superare il miliardo di euro.

Sull’ipotesi di finanziamenti pubblici, il consigliere regionale dei 5 Stelle Giannarelli si è espresso così: “Le normative europee mettono dei vincoli prescrittivi sulla possibilità di finanziare con soldi pubblici aeroporti molto vicini tra di loro, con la presenza o meno di treni ad Alta Velocità”, ha spiegato Giannarelli, secondo cui “dobbiamo rimettere ordine anche in quelle cose che in qualche modo hanno cercato di raggirare le normative europee”.

Per lo scalo di Pisa, ha detto il consigliere M5s, “è molto probabile che ci sia la possibilità di fare una terza pista, ci sono state delle aperture da parte del ministro della Difesa”, e “già oggi con l’utilizzo della seconda pista, con dei piccoli interventi già autorizzati, si può ampliare di molto il traffico su Pisa in grande sicurezza, e con un collegamento ferroviario tra Pisa e Firenze risolveremo il problema del traffico della Piana fiorentina”.

I parlamentari 5 Stelle difendono Toninelli

Sulla vicenda aeroporto, intervengono anche i senatori del Movimento 5 Stelle dell’VIII commissione Lavori pubblici e trasporti del Senato e la senatrice toscana Laura Bottici, che prendono le difese del ministro Toninelli, il quale a Radio 24 aveva ieri ribadito la necessità di riscrivere il piano nazionale degli aeroporti (presupposto dell’ampliamento di Peretola) e di portare a termine l’analisi costi-benefici sulla nuova pista.
“Leggiamo di ulteriori attacchi al ministro Toninelli per aver esercitato una sua piena facoltà: proporre una revisione del ‘vecchio e localistico’ piano nazionale degli aeroporti in chiave di sistema paese, integrazione e con particolare attenzione all’intermodalità – scrivono i parlamentari grllini -. Già, perché il governo del cambiamento vuole riformare il trasporto aereo, e con esso il sistema degli aeroporti italiani. Il Movimento non mette in discussione il valore strategico delle singole realtà aeroportuali ma le modalità di ripartizione dei fondi pubblici a loro destinati, sì; specie quando questi sono slegati da logiche di sistema. L’aeroporto di Firenze ha la sua importanza, nessuno la mette in dubbio, ma è altrettanto evidente che ci siano delle problematiche – non di secondo piano – su come sia stato portato avanti il progetto. L’assenza della valutazione d’impatto ambientale, prevista dalla normativa, e da presentarsi prima del master plan, sono un esempio”.
“Sui lavori dello scalo fiorentino anche sul piano di utilizzo del materiale di scavo si è seguito l’iter in modo non corretto – sottolineano ancora i senatori del Movimento 5 Stelle dell’VIII commissione Lavori pubblici e trasporti del Senato e la senatrice toscana Laura Bottici -. Nessuno vuole fare dispetti al sindaco di Firenze, ma le leggi non sono testi da interpretare come più fa comodo. Questo governo ha a cuore gli aeroporti italiani e sta lavorando su un servizio intermodale in cooperazione con FS, processo già iniziato per collegare le città di interesse non solo turistico col principale hub di Fiumicino, garantendo così collegamenti più veloci e magari con voli diretti. Si lavora dunque a un progetto strutturale, per facilitare la mobilità dei cittadini e ampliare l’offerta di voli e le varie altre opzioni di spostamento. Le regole però vanno rispettate, altrimenti è difficile fare il bene della collettività”.

Nardella: “Firenze non tollererà mai i piedi in testa”

“Firenze non tollera, non ha mai tollerato e non tollererà mai, di farsi mettere i piedi in testa, perché la nostra città è una città forte, unita, e quando in gioco c’è il futuro della nostra comunità e della nostra terra, è bene che certi partiti politici facciano un serio esame di coscienza”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella – in riferimento alla nuova pista di Peretola – a margine del pranzo di Natale a Palazzo Vecchio, offerto dall’enoteca Pinchiorri agli anziani di Montedomini.
“Non mi sorprende – ha continuato il primo cittadino – che vi sia un fronte larghissimo, che non riguarda solo la politica ma anche il mondo del sindacato, dei lavoratori, delle imprese, a favore dell’aeroporto e contro la mistificazione della realtà” di cui oggi si fanno portavoce “alcuni esponenti politici”. Il sindaco si è detto “fiducioso sul fatto che Firenze andrà avanti su questa battaglia per la pista dell’aeroporto perché è una battaglia per il lavoro, è una battaglia per la qualità della vita di migliaia di persone che oggi hanno aerei a 50 metri dalla testa e per la crescita di tutta la Toscana che non può diventare una regione di serie B”.
Fattori (Sì Toscana a Sinistra): “Attuale piano nazionale aeroporti irrazionale, strategicità Peretola è frutto di forzatura e aggiramento direttive europee”

Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori: “Per l’Unione Europea il nuovo aeroporto di Firenze non si sarebbe potuto classificare come strategico né avrebbe potuto ricevere soldi pubblici. Che il Piano Nazionale Aeroporti lo classifichi come strategico è il frutto di un vero e proprio aggiramento delle regole europee. Proprio la vicinanza all’aeroporto di Pisa, con cui condivide il medesimo bacino di traffico, avrebbe impedito la realizzazione della nuova pista aeroportuale, così hanno pensato bene di fondere Pisa e Firenze facendoli figurare come un unico sistema aeroportuale, quando nei fatti restano due scali distinti, per quanto adesso in mano allo stesso soggetto proprietario”.

“Altro che piano regionale o nazionale razionale, dietro l’attuale programmazione aeroportuale ci sono magheggi di tutti i tipi – continua Fattori -. Per costruire la nuova pista fiorentina si è proceduto di forzatura in forzatura, non solo rispetto alle regole europee ma anche rispetto al piano d’indirizzo territoriale regionale che è stato stravolto ben due volte, per non dire della programmazione urbanistica e territoriale dei comuni dell’area, sovrascritta d’imperio, in nome appunto di una strategicità tutta fittizia”, prosegue Fattori. “E tutto questo per costruire l’unica pista al mondo perpendicolare ai venti prevalenti, che aumenterà enormemente il numero dei dirottamenti rispetto alla pista attuale.”

“Fa bene il ministro delle infrastrutture a proporre una revisione del PNA. Nel frattempo la nuova pista non vedrà la luce vista e considerata la valanga di prescrizioni della commissione VIA che tutti sanno essere pressoché impossibili da realizzare. L’esito della VIA è stato, di fatto, una bocciatura mascherata del nuovo aeroporto”, conclude Fattori.

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