I piatti della memoria nelle ricette delle massaie toscane. Presentata a Prato la nuova guida ai sapori di Repubblica VIDEO

Ci sono la farinata di cavolo nero, la minestra di pane, i tortelli maremmani ma anche il ciaffagnone, la scarpaccia e il buccellato. Sono solo alcuni dei piatti contenuti nella nuova edizione de «Le guide ai sapori e ai piaceri» dedicata alla Toscana. La pubblicazione è firmata da Repubblica e raccoglie «la tradizione nel piatto». Le ricette segnalate non portano la firma di grandi chef stellati, questa volta sono le nonne, le mamme e le zie che vivono in Toscana a raccontare e spiegare i loro segreti in cucina.

 

 

La guida è in edicola già da alcune settimane ed è stata presentata ufficialmente questa mattina al ristorante La Limonaia di Villa Rospigliosi in via Firenze. L’iniziativa è stata coordinata dalla giornalista enogastronomica Marzia Morganti, referente pratese del Club del Fornello di Rivalta, che ha collaborato alla realizzazione del progetto. Hanno partecipato, cucinando i piatti presenti nella guida, le donne, chiamate simpaticamente «le fornelle», delle delegazioni del Club di Prato, Firenze, Lucca, Chiusi e Montecatini.
Alla presentazione c’erano anche l’assessore comunale Daniela Toccafondi, il presidente dei ristoratori di Confcommercio Tommaso Gei, che ha lodato la bravura delle cuoche, e il direttore di Tv Prato Gianni Rossi.

 

Ecco alcuni piatti della guida degustati questa mattina a Villa Rospigliosi

 

 

I piatti della tradizione pratese sono cucinati da: Daniela Mazzoni, «esperta di questa pietanza molto nutriente, che ha preparato la farinata di cavolo nero; Susanna Pacini per la pappa al pomodoro. Non poteva mancare la ribollita, preparata secondo le indicazioni di Wilde Corsi Lenzi, nipote del fornaio in Palazzolo a Prato. Un ottimo secondo piatto pratese segnalato nella guida sono gli zampini di maiale con la polenta di Maria Billi, ricetta che imparò dalla suocera poco prima di sposarsi e che torna spesso nella sua tavola per mantenere intatte le tradizioni di famiglia. Per i dolci ci spostiamo in Valbisenzio: a Vaiano, per gli zuccherini cucinati da Maria Rita Bettini, e a Vernio con i necci di farina di castagne firmati Miranda Biagi.

 

Foto di gruppo delle Fornelle

 

«Questi sono piatti del ricordo – spiega Marzia Morganti –, queste donne hanno regalato il loro piatto della memoria, quello che rappresenta la loro infanzia, la loro famiglia o la loro festa. Questo ha un significato profondo per la tradizione della nostra cucina e per quella contemporanea, perché non c’è piatto che non abbia radici nella nostra famiglia, nei sapori dell’infanzia e nei sapori che la nostra famiglia e i nostri genitori ci hanno insegnato in modo del tutto naturale ad assaggiare insieme a loro».

 

La guida si trova in edicola abbinata al quotidiano La Repubblica.

 

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