Inchiesta Astir, il Comune mantiene le convenzioni per i servizi sociali

L’inchiesta della procura che ha coinvolto i centri di accoglienza straordinaria del consorzio Astir non avrà ripercussioni sulle convenzioni in essere tra lo stesso consorzio e il Comune di Prato. A garantirlo è il vicesindaco Simone Faggi, chiamato a riferire di fronte alle commissioni 5 e 6 sulle possibili conseguenze nell’ambito degli altri servizi erogati da Astir e appaltati direttamente dal Comune tramite bando: progetti per la salute mentale e di sostegno alla disabilità nelle scuole, centri diurni. Conseguenze che non ci saranno. Eppure la commissione congiunta, convocata dalla consigliera di Forza Italia Rita Pieri (e presidente della commissione 6 Controllo e garanzia), è stata anche l’occasione per vederci più chiaro nella vicenda dei Cas gestiti da Astir a Prato e provincia, adesso chiusi e con gli ormai ex ospiti ridistribuiti in altri centri. Faggi ha dichiarato che il comune non sta valutando al momento di costituirsi parte civile nell’inchiesta e che i controlli in quelle strutture non spettavano all’amministrazione, titolare del sistema di accoglienza ordinaria Sprar, ma alla Prefettura, stazione appaltante dei servizi relativi all’accoglienza straordinaria: “I controlli ci sono stati, altrimenti non saremmo arrivati, evidentemente, al risultato dell’inchiesta”, dichiara il vicesindaco Simone Faggi.
Se dal vicesindaco sono arrivate rassicurazioni sui 1000 posti di lavori in seno ad Astir (proprio perché le convenzioni col Comune rimarranno attive), la Cgil rileva che invece sono rimasti a piedi gli 11 operatori dell’accoglienza a cui non è stato rinnovato il contratto in seguito alla chiusura dei centri Astir. Il sindacato ha scritto al prefetto per capire quali sono le condizioni per il riassorbimento dei lavoratori: “Abbiamo scritto al prefetto il 2 gennaio – riferisce Sandro Malucchi, segretario della Cgil Funzione Pubblica – colpisce il fatto che un organismo come la prefettura, che rappresenta il governo sul territorio, non sia stata ancora in grado darci una risposta”.

 

 

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