Venti anni fa riapriva il Teatro Politeama. Intervista amarcord alla presidente Roberta Betti tra ricordi, aneddoti e progetti futuri VIDEO


Se dovessimo scegliere un titolo, sarebbe “Un sogno chiamato Politeama pratese”. La storia esemplare di una città che si rimbocca le maniche per tenere in vita il teatro, il cinema, la danza: in una parola, un pezzo della propria cultura.

Ne parla ancora con gli occhi lucidi e la voce commossa, la presidente Roberta Betti. Lei che in quel teatro di via Garibaldi ha vinto battaglie contro la burocrazia e i numeri, gioito per i successi e pianto per l’emozione, ricorda i 20 anni dalla riapertura della struttura: da quel lontano 2 gennaio 1999 quando tutti si unirono per festeggiare il nuovo Politeama, a distanza di 4 anni dalla firma dell’atto costitutivo della società (l’8 settembre 1994) alla cui nascita contribuirono tantissimi pratesi.

Da allora per il Politeama è stato un crescendo di successi e di grandi nomi che si sono alternati sulla scena: Carlo Conti, Alessandro Benvenuti, Simona Marchini (insegnante e direttrice alla Scuola di Musical ARTEINSCENA, la prima scuola di musical in Italia, nata proprio qui). E poi ancora Riccardo Muti, Giorgio Panariello, Massimo Ranieri e Roberto Bolle.

Il futuro? Non si sa. Del resto, il Politeama assomiglia ad una strana araba fenice che rinasce mille volte senza essere morto davvero mai. Di certo c’è la ristrutturazione urgente della parte dello stabile che insiste su via de Tintori e la volontà di puntare di più su due generi.

gg

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