Scarti tessili, Confartigianato e Cna: “Servono risposte, altrimenti sviluppo a rischio”

Tanti gli imprenditori presenti – complice la rilevanza dei temi trattati – all’assemblea congiunta delle imprese del tessile/abbigliamento di CNA Toscana centro e Confartigianato Imprese Prato che si è svolta giovedì 7 febbraio. Numerosi gli interventi sui vari argomenti, a cominciare dello smaltimento dei rifiuti che da tempo sta creando grossi problemi alle imprese. CNA e Confartigianato ormai da mesi hanno sollevato il problema relativo allo smaltimento degli scarti tessili e al conseguente aumento dei costi dovuti alle difficoltà di smaltimento, a causa dell’ormai nota deassimilazione con passaggio a rifiuto speciale.

In questi mesi le associazioni hanno partecipato a numerosi incontri con le istituzioni, Regione in primis, per trovare una soluzione che permetta di dare nell’immediato risposte alla imprese, tuttora costrette a tenere presso i propri laboratori gli scarti, e al tempo stesso individuare soluzioni di medio e lungo termine per superare la necessità di dover trattare lo scarto di lavorazione come rifiuto, tra cui il riconoscimento normativo dello scarto di lavorazione come sottoprodotto, su cui le Associazioni stanno insistendo da tempo.

“Un problema molto pesante per le imprese – sottolinea Francesco Viti, presidente Federmoda CNA Toscana Centro – al quale adesso si somma anche quello dell’introduzione della cosiddetta Ecotassa rifiuti, il tributo speciale per i conferimenti in discarica, le cui finalità sono virtuose ma che in mancanza dei provvedimenti già citati rischia di diventare l’ennesimo balzello sule imprese”.

Tutti gli imprenditori presenti hanno ribadito le proprie difficoltà a gestire la problematica sottolineando come questo aspetto sta in parte anche pregiudicando l’operatività delle imprese stesse. E’ stata denunciata tra le altre anche la mancanza di impianti di termovalorizzazione e la necessità di ripensare in generale alla politica di gestione dei rifiuti speciali, che in Toscana crea problemi, non solo al comparto tessile, ma anche nella  cartario e nella conceria.

“La mancata soluzione di questi problemi, oltre ad avere pesanti ripercussioni sull’attività delle imprese, rischia di comprometterne i futuri sviluppi con ricadute negative sulla stessa occupazione – dice Moreno Vignolini, presidente dei Tessili di Confartigianato – Se non verranno fatte scelte coraggiose ma necessarie, come il termovalorizzatore, non si potranno creare presupposti di sviluppo per settori come il tessile, il cartario e la pelle, che creano grande parte del Pil toscano”.

Altro punto che ha stimolato molto la discussione dei presenti è quello, annoso, legato alla mancanza di figure professionali che permettano alle imprese di garantire anche per il futuro la continuità della propria azienda, in un settore che dimostra di essere ancora un traino per l’economia, non solo del distretto, ma su cui da anni pesa l’avanzata età media e la progressiva perdita di professionalità degli operatori.
Tutti hanno manifestato la necessità di avviare dei progetti che permettano di invertire questo trend e riportare i giovani verso un settore che è lontano dall’essere morto.

Infine l’incontro è stata l’occasione, grazie alla presenza dei responsabili credito delle due Associazioni, per fare il punto con le imprese sulle agevolazioni che recentemente sono state messe a disposizione per sostenere gli investimenti tra cui la riapertura della Nuova Sabatini e il bando Inail che quest’anno dedica una misura specifica per le imprese del settore tessile e abbigliamento. Opportunità molto importanti per un settore che anche nel 2018 ha visto numerosi investimenti da parte delle imprese.

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