Distretto, tiene il manifatturiero e nascono nuove attività nei servizi

Al 31 dicembre 2018 le imprese attive iscritte al Registro della Camera di Commercio di Prato erano 28.841: appena 17 in meno rispetto a fine 2017. A livello aggregato la dinamica di sviluppo appare quindi sostanzialmente ferma, anche se occorre osservare che la variazione complessiva (-0,1%) è comunque migliore rispetto a quanto riscontrato nel 2017 (-0,7%).
In termini di flussi, nel corso 2018, gli uffici della Camera hanno registrato 2.472 nuove iscrizioni a fronte di 2.582 cancellazioni (243 le cessazioni d’ufficio). Un saldo quindi leggermente negativo che ha determinato una modesta flessione del tasso di crescita (-0,3%), sostanzialmente in linea con quanto riscontrato a livello medio regionale (-0,2%).
Ancora una volta la tenuta complessiva dell’apparato produttivo è riconducibile per intero allo sviluppo delle società di capitale la cui crescita si rafforza ulteriormente rispetto al 2017: 7.084 le società di capitale attive al 31/12/2018 (+3,7% a fronte del +1,3% riscontrato l’anno precedente).
Prosegue invece la flessione delle società di persone (4.834, -4,5% rispetto al 2017) e delle altre forme (cooperative e consorzi, 537 le aziende attive, -3,1% rispetto al 2017). Stabile infine la consistenza delle ditte individuali (16.383 le ditte attive al 31/12/2018, -0,1%) che crescono nel manifatturiero (soprattutto in virtù dello sviluppo delle confezioni, +2,2%), nelle attività turistiche e ricettive (+2,2% le ditte individuali nella ristorazione) e nei servizi (+0,9%).

Dopo la battuta d’arresto del 2017 tornano in territorio positivo i contributi alla crescita della base imprenditoriale del comparto manifatturiero e, soprattutto dei servizi, mentre proseguono le difficoltà nel commercio e peggiora ulteriormente il saldo nelle costruzioni il cui andamento è strutturalmente negativo dall’inizio del decennio.
Nonostante un tasso di crescita complessivo assai modesto non mancano comunque settori per quali è possibile osservare un andamento positivo: anche limitando l’orizzonte all’ultimo quinquennio i dati riflettono infatti una progressiva trasformazione tessuto imprenditoriale, sia per quanto riguarda ciò che sta accadendo all’interno del comparto industriale, sia con riferimento allo sviluppo di servizi relativamente nuovi per il territorio, con la nascita di nuove attività nel campo della comunicazione, dell’agro-alimentare, del turismo e dei servizi alle persone (assistenza socio sanitaria, ma anche cultura, ricreazione, tempo libero…).

Diversi indicatori sembrano confermare l’ipotesi che, dopo il periodo più buio della crisi, lo “stato di salute” dell’apparato produttivo pratese stia comunque migliorando. Nell’ultimo biennio si sono infatti ridotti sensibilmente tanto lo stock, quanto i flussi, di imprese in procedura di scioglimento e/o liquidazione. Nel corso del 2018 sono state 571 le società che hanno avviato le pratiche per lo scioglimento e la messa in liquidazione e lo stock di fine anno (1.359 imprese) si è ridotto del -4,7%.
Considerazioni del tutto analoghe riguardano anche l’andamento delle procedure concorsuali: nel corso del 2018 hanno portato i libri in tribunale 115 aziende, -1,7% rispetto al 2017 e a fine anno le società con una procedura di fallimentare aperta erano 932 (-1,9%).
Incoraggiante anche il dato relativo al tasso di insolvenza: nel 2018 la probabilità che un’azienda si trovasse nelle condizioni di non poter far fronte ai propri impegni si è assestata (in media) attorno al 3,0 per mille, ovvero su valori migliori rispetto al 2017 (3,3 per mille) e ben distanti dalla soglia del 5 per mille toccata nel 2015.

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