Gara Tpl, la Corte di Giustizia europea respinge il ricorso di Mobit. Confcooperative: “Il giudizio resta pendente, la Regione non aggiudichi ad AT”

L’aggiudicazione, nel 2016, della concessione del trasporto pubblico in Toscana ad Autolinee Toscane non è viziata dal fatto che tale società è partecipata dalla francese Ratp. Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue, chiamata a pronunciarsi sul caso dal Consiglio di Stato italiano. La disputa giudiziaria nasce dal ricorso intentato dall’impresa di trasporti Mobit contro l’aggiudicazione alla società Autolinee Toscane della concessione del trasporto pubblico locale in Toscana.
Una gara unica pluriennale per tutta la Regione dal valore di circa 4 miliardi di euro, cui si aggiungono 190 milioni destinati all’acquisto di nuovi mezzi e il ricavato della vendita di biglietti e abbonamenti.
Secondo Mobit (che raggruppa Cap e gli attuali gestori), Autolinee Toscane avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara in virtù di un regolamento europeo del 2007, che prevede il divieto per un ‘operatore interno’ di partecipare a gare relative a bacini territoriali diversi da quelli in cui già opera in condizioni di vantaggio non concorrenziale, come Ratp in Francia.
A seguito di un secondo ricorso presentato da Autolinee Toscane contro l’offerta di Mobit, nel 2016 il Tar ha annullato l’aggiudicazione della gara ad Autolinee escludendo anche l’offerta di Mobit. Da qui l’appello di entrambe le società al Consiglio di Stato.
Con la sentenza di oggi, la Corte Ue ha rilevato che, in base a una norma transitoria, il regolamento 1370/2007 non è applicabile a un procedimento di aggiudicazione svoltosi prima del 3 dicembre 2019, come quello oggetto del procedimento.
“La sentenza – argomenta Mobit – aggiunge però che quel principio non vale nel caso in cui le Autorità di uno Stato membro abbiano deciso di applicare anticipatamente le norme del Regolamento che dispongono quelle limitazioni” .
Mobit solleverà questa eccezione dinanzi al Consiglio di Stato, che dovrà prionnciarsi sull’intero ricorso nei prossimi mesi. Mobit chiede alla Regione di attendere la sentenza del Consiglio di Stato prima di procedere all’aggiudicazione definitiva.

L’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli commenta così la sentenza: “Ora i cittadini e i lavoratori e la correttezza amministrativa- prosegue Ceccarelli – vogliono che si faccia esattamente quanto è scritto sul bando di gara e successivamente negli accordi e nel contratto-ponte firmato con gli attuali gestori e con i due partecipanti alla gara, anche al fine di scongiurare il ricorso agli atti d’obbligo e garantire la continuità del servizio, alla scadenza del contratto-ponte, fissata per il 31 dicembre prossimo. La politica ha svolto il suo ruolo a pieno quando la gara è stata costruita, creando le condizioni perché si avessero due offerte estremamente vantaggiose per i cittadini e i lavoratori. Ora saranno gli uffici giuridici e quelli tecnici a portare avanti la procedura, leggendo attentamente la sentenza, nel rispetto delle leggi vigenti e degli accordi e dei contratti liberamente sottoscritti da tutte le parti in causa. Noi vigileremo affinchè sia salvaguardata la gara e sia data attuazione a quelli che sono gli effetti descritti nel capitolato, pensato per qualificare il servizio, rinnovare il parco bus, dare certezze agli oltre 5000 dipendenti del settore”. “Vorrei anche chiarire – afferma infine l’assessore – che l’eventuale aggiudicazione definitiva, in ogni caso, non pregiudicherebbe gli interessi di nessuno, perché il nuovo contratto di servizio sarebbe firmato solo dopo la sentenza del Consiglio di Stato”.

“Non è saggio assegnare la gara per il Tpl della Toscana senza attendere le decisioni del Consiglio di Stato. Destano preoccupazione le dichiarazioni dei vertici della Regione Toscana che hanno annunciato l’intenzione di procedere all’aggiudicazione definitiva del servizio immediatamente dopo la pronuncia della Corte di giustizia europea”. Così Confcooperative Toscana in merito alla questione della gara unica per il trasporto pubblico locale nella regione.
“La pronuncia di oggi della Corte di giustizia rappresenta solo uno dei molteplici ed autonomi motivi di ricorso invocati dalle aziende Toscane riunite in Mobit – sottolinea in una nota la presidente di Confcooperative Toscana Claudia Fiaschi -, su cui si attendono ancora le risposte del Consiglio di Stato in pendenza di giudizio”. Per Fiaschi, “il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale per tutti i cittadini toscani e come tale non deve essere sottoposto a incertezze che ne possano compromettere potenzialità e continuità degli investimenti che le aziende toscane hanno intrapreso da lungo tempo”. “Qualche mese di attesa per sapere con certezza chi abbia ragione e debba gestire il servizio Tpl della Toscana per i prossimi 11 anni – conclude – è l’auspicio peraltro contenuto anche nella recente mozione approvata dal Consiglio regionale senza voti contrari, che ha invitato la Giunta ad attendere la pronuncia del giudice amministrativo per l’aggiudicazione della gara”.

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