Il cordoglio della città per la morte di don Pierluigi Milesi

La morte di mons. Pierluigi Milesi ha suscitato cordoglio a Prato, dove il sacerdote era molto conosciuto per il suo ministero speso nel mondo del lavoro.

Michele Del Campo, direttore dell’ufficio di Pastorale sociale e del lavoro, diretto a lungo proprio da don Milesi, scrive che la città e la diocesi hanno perso «un amico di rara raffinatezza intellettuale ed umana; abbiamo perso un uomo di fede ed un pastore che ci ha guidati nella ricerca di Dio. Lo dimostrava sia che ci si incontrava per strada, sia che partecipassimo a convegni di studio, sia che ci si incontrassimo nella preghiera. E con lui, il tempo diventava prezioso, perché ti lasciava sempre qualcosa su cui meditare e rielaborare.
Era apprezzato nel mondo del lavoro, perché la sua esperienza operaia gli ha disvelato la teologia del lavoro, la manifestazione di Dio nella condizione lavorativa e grande era la sua sofferenza nel vedere, negli ultimi tempi, il lavoro svilito della sua forza creatrice e della sua dignità.
Il suo essere “pastore dei lavoratori” lo avvicinava ai mondi della liberazione umana, dell’associazionismo del lavoro (Mlac, Acli, Mcl, sindacati) perché credeva che dalla riflessione, dall’azione collettiva potevano generarsi i cambiamenti. Il riconoscersi nella Cisl non gli faceva velo nel coltivare rapporti con la Cgil e la Uil. Il primo maggio era sempre lì presente con la sua preghiera e con la sua militanza. Rifuggiva le cariche, gli onori, gli allori e si rifugiava nel suo riconoscersi “povero di Dio”».

 

Il sindaco Matteo Biffoni, a nome personale e in rappresentanza di tutta l’Amministrazione comunale, ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di don Pierluigi Milesi, stimato e conosciuto in tutta la comunità soprattutto per il suo impegno a favore dei lavoratori cristiani per i quali è stato una vera e propria guida spirituale. «Una perdita importante per la Diocesi e per tutta la comunità che ha avuto la fortuna di poter condividere con don Milesi anni di dialogo e confronto con passione e competenza».

 

 

Per la Cisl «mons. Pierluigi ha rappresentato un punto di riferimento importante per molti decenni, non solo per la Chiesa locale ma per tutta la Città e la Cisl di Prato. Lo ricorderemo per il suo alto senso morale e per l’attenzione da sempre avuta verso il mondo del lavoro e verso i soggetti più deboli della comunità locale. La competenza, la saggezza, l’umiltà e la sua spiccata simpatia, hanno accompagnato l’opera di Mons. Pierluigi. Doti che rimarranno per tutti noi un esempio di dedizione generosa e disinteressata verso la nostra comunità locale, per la quale fino alla fine ha speso tutte le sue migliori energie. Prato da oggi è un po’ più povera, ma l’eredità morale di Mons. Pierluigi rimane. Per sempre».

Mons. Milesi è stato per anni assistente ecclesiastico delle Acli di Prato: «ha sempre avuto il grande merito di mantenere le Acli ancorate al Vangelo, radicate nella fede, orientate all’essenziale, con un’attenzione particolare “ai piccoli e ai poveri”. Ci ha sempre ricordato che la fede dà la certezza che la realtà ha un senso altissimo e bellissimo, perché è opera di Dio. Da ciò nasce l’impegno nella politica, non in vista di un tornaconto personale, ma per promuovere sinceramente il bene dell’umanità. Monsignor Pierluigi rimarrà sempre nei nostri cuori in quelli della sua “Prato operaia”».

Anche Anpi Prato è in lutto per la morte di don Pierluigi Milesi. La presidente Angela Riviello, a nome di tutto il direttivo, ha voluto così ricordarlo: «abbiamo appreso con grande tristezza la notizia. Tanti sono stati i momenti di confronto che abbiamo a volte ricercato ma che tante volte abbiamo trovato per caso. Il nostro linguaggio era quello semplice dei grandi valori, dei diritti, che uniscono e sono comuni a tutte le donne e gli uomini; l’umanità è stata sempre il punto fermo, la base su cui tessere ogni ragionamento e relazione. Sicuramente è una grande perdita per tutta la comunità pratese a cui mancherà quel suo sorriso, con il quale si presentava sempre e che apriva all’ascolto e al dialogo, sono certa che di quel sorriso, di quella gentile fermezza, sentiremo tutti la mancanza».

Commenti

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*