Sit-in degli insegnanti precari davanti all’Usp, ma partecipa solo un gruppo di diplomate magistrali

Sit-in dei precari della scuola davanti all’ufficio scolastico provinciale. Il presidio è stato organizzato in maniera unitaria da Cgil, Cisl e Uil ed è stato l’occasione per avanzare la richiesta di immissione in ruolo degli insegnanti inseriti nelle graduatorie provinciali di seconda e nella terza fascia. Una forza-lavoro che di fatto viene già utilizzata, spiegano i sindacati, per coprire il continuo fabbisogno di docenti nella scuola pubblica. Secondo i dati forniti dai sindacalisti, in tutta la Toscana il prossimo settembre mancheranno 8.000 insegnanti, dalle elementari alle superiori, di cui almeno 1.100 a Prato. Il concorsone per la secondaria annunciata dal Ministero, infatti, ancora non è stato bandito. “Se anche uscisse il bando domattina, sarebbe impossibile avere gli insegnanti in cattedra per l’inizio del prossimo anno scolastico – spiega Filomena Di Santo, sindacalista della Flc Cgil -. Perciò in questo sit-in organizzato a Prato, come in quelli che si stanno svolgendo in tutta Italia davanti ai vari uffici scolastici provinciali, chiediamo al Miur di stabilizzare le seconde e le terze fasce, dove troviamo rispettivamente insegnanti abilitati e persone che insegnano da tre anni o anche di più. Docenti comunque chiamati a fare lezione, visto che le Graduatorie ad esaurimento (Gae) almeno a Prato sono quasi del tutto esaurite, ma sempre precari. Anche perché l’ultimo concorso abilitante è incompleto ed è stato valido solo per alcune classi di concorso”. Tra Gae, seconda e terza fascia, a Prato, si parla di circa 500 precari; senza contare le cosiddette Mad (Messe a disposizione), cioè coloro che sono chiamati direttamente dalle scuole per supplenze e sostituzioni, un numero imprecisabile di docenti.
Presenti al sit-in alcune maestre diplomate magistrali prima del 2001-2002, contro il cui inserimento nelle Gae si è espressa l’ultima adunanza plenaria del Consiglio di stato. Per loro è già stato bandito il concorso straordinario. Anzi, a dire la verità, davanti all’Ufficio scolastico provinciale di via Borgovalsugana erano presenti solo le maestre diplomate magistrali. E tutti gli altri precari? “Molti insegnanti sono scoraggiati e rinunciano a far sentire la loro voce – afferma Filomena Di Santo -. Per esempio, coloro che sono in terza fascia e hanno alle spalle più di tre anni di servizio sono stati completamente ignorati da questo governo e si troveranno a competere con tutti gli altri nell’ipotetico concorso che sarà fatto. Tutte queste persone spesso rinunciano a far sentire la loro voce”.

LS

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