Uomo “agitato” preso a schiaffi in barella da agente di polizia

Un marocchino di 30 anni, soccorso in strada a Prato dagli agenti di una volante del 113 mentre era in stato di forte agitazione, per calmarlo viene schiaffeggiato da un agente prima che la barella su cui era adagiato venisse messa sull’ambulanza. E’ quanto riporta il quotidiano Il Tirreno mostrando sul web un video relativo all’episodio (questo il link all’articolo de Il Tirreno), che risale al pomeriggio di giovedì.

Secondo la ricostruzione che la Questura aveva fatto dell’episodio, prima che venisse pubblicato il video, gli agenti hanno individuato il marocchino in via Monnet mentre camminava con difficoltà, in apparente stato confusionale. Lo hanno quindi portato in sicurezza sul marciapiede e hanno chiamato il 118 per l’assistenza sanitaria. Per la polizia, l’uomo appariva “sotto effetto di imprecisate sostanze” e “aveva assunto una condotta aggressiva verso tutti i presenti”, cioè agenti e volontari del 118 che lo hanno avvicinato.

I poliziotti, continua la ricostruzione della Questura, sono riusciti a “porlo in sicurezza” e a fargli prestare le prime cure. La scena intanto, però, è stata filmata da un passante. Un video mostra il 30enne nordafricano molto alterato e fa vedere che per calmarlo un poliziotto usa modi bruschi. In quei momenti gli agenti lo mettono in barella insieme ai volontari della Croce d’Oro.
Quando il marocchino si riprende, pronuncia la frase “Voglio il mio avvocato” e tenta di alzarsi ma poi un agente lo colpisce più volte con alcuni schiaffi. In conclusione di intervento, il marocchino, residente a Pistoia, regolare in Italia e con precedenti di polizia per reati comuni, è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.

Sul caso, è stato interpellato il capo della polizia Franco Gabrielli: “Non ho ancora visto quel video, tuttavia fin da ora censuro ogni comportamento abnorme da parte di agenti in divisa e chi sbaglia deve sempre pagare, tuttavia invito tutti a evitare processi sommari e a capire bene come si sono svolti i fatti”. “Talvolta – ha precisato Gabrielli – estrapolare qualche frame di un video può dare adito a una ricostruzione inesatta dell’accaduto. Pertanto, in attesa che si facciano tutti i doverosi accertamenti del caso e piena chiarezza, invito a non fare processi sommari e se poi risulterà che qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. Anche perché dico sempre ai miei uomini che, per rivendicare che siamo gli unici legittimati a poter ricorrere all’uso della forza, dobbiamo farlo rispettando sempre le regole”.

 

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