Attentati Sri Lanka, messaggio di cordoglio del Vescovo Agostinelli alla comunità cingalese di Prato

Il vescovo Franco Agostinelli ha scritto un messaggio di cordoglio alla comunità cingalese residente a Prato. In città vive e lavora anche una piccola minoranza, composta da una ventina di persone, di religione cattolica che tutte le prime domeniche del mese si riunisce nella chiesa di San Clemente per celebrare la messa festiva nella propria lingua officiata da un sacerdote cingalese che viene da Firenze.

Di seguito il testo integrale del messaggio scritto dal Vescovo, che sarà consegnato ai cingalesi tramite il vicario episcopale per i migranti monsignor Santino Brunetti.

“In questi giorni in cui abbiamo appreso dei tragici avvenimenti nello Sri Lanka, desidero esprimere la mia vicinanza e condividere il comune smarrimento con tutta la comunità cingalese residente a Prato. Siamo certi che non è l’odio che può ristabilire la giustizia e favorire la concordia e il dialogo tra i popoli. Solo la stima, il rispetto delle diversità, che costituiscono il patrimonio culturale e spirituale dei popoli, potrà ridare la possibilità di un futuro per tutti. Ormai la globalizzazione lega il mondo in un unico destino e non potrà più esserci chi domina e chi è dominato, popolazioni opulente e altre invece carenti anche del necessario per vivere. Non saranno più gli indici dello sviluppo economico e la protervia della potenza egemone che potranno garantire la pace.
Ci rendiamo conto che il cammino è ancora lungo e difficile, ma non possiamo lasciarci fermare da fatti delittuosi e disumani: vogliamo ancora credere nel futuro; vorremmo, nonostante tutto, dire ancora un sì positivo alla vita.
In questo momento esprimo, a nome della Chiesa pratese e di ogni persona capace di dignità, il mio più vivo rammarico per l’accaduto. Desidero essere vicino alla nobile e bella terra dello Sri Lanka, alla sua gente laboriosa, a tutti coloro che in quel luogo visitato oggi dalla tragedia e dallo sconcerto, perseguono i bene comune senza escludere nessuno. In modo particolare mi unisco con la preghiera ai fratelli e sorelle cattolici cingalesi, che, ancora una volta e come in tante parti del mondo, pagano un prezzo molto alto, solo per restare fedeli ad un messaggio di pace e di fratellanza che il Vangelo viene a riproporre loro e ad indicare a tutto il mondo.
Che il Signore, che noi adoriamo Risorto, doni forza e coraggio alla nobile patria cingalese, alla sua gente colpita dal dolore e dallo sconforto, perché ritrovi il coraggio di guardare ancora al futuro per costruirlo bello e possibile per tutti.”

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