Detenuto aggredisce e ferisce un agente all’interno del carcere della Dogaia

Ancora un agente della polizia penitenziaria aggredito all’interno del carcere della Dogaia. A dare la notizia è Pasquale Salemme, segretario nazionale per la Toscana del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, spiegando che il detenuto, italiano, “appartiene al circuito detentivo di alta sicurezza”. Secondo quando riferito da Salemme ieri pomeriggio il detenuto, arrabbiato dopo una telefonata con un familiare, prima ha minacciato l’agente poi gli ha sferrato un pugno al volto tentando di colpirlo anche quando era a terra. L’intervento di altri agenti “ha scongiurato ulteriori conseguenze ripristinando l’ordine e la sicurezza all’interno del reparto detentivo”. Per l’agente portato al pronto soccorso venti giorni di prognosi per una frattura allo zigomo ma dovrà sottoporsi ad ulteriori controlli.

Di “atto gravissimo” parla il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra. “Purtroppo non l’unico, che genera dubbi sulla gestione della direzione del carcere di Prato, dove un reparto di alta sicurezza, con detenuti mafiosi, sia a ‘celle aperte’. La situazione pratese, purtroppo, è lo specchio del sistema carcerario nazionale, dove una politica sbagliata ha trasformato le carceri in luoghi fuori controllo, dove paradossalmente la ‘casa di pena’ è per gli agenti e non per i detenuti” aggiunge La Pietra, secondo il quale “deve essere rivista la direttiva del dipartimento sulla vigilanza dinamica, che deve essere una premialità e non una normalità. Occorre l’intervento del Provveditorato regionale e del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per verificare la dinamica dell’aggressione e, se occorre, dare una nuova organizzazione all’Istituto pratese” conclude il senatore La Pietra.

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